ALEX, MARTY, GLORIA, MELMAN E... LAURA IN MADAGASCAR PARTE III

Madagascar… mai avrei pensato di avere l’opportunità di visitare un posto così diverso e lontano geograficamente, ma anche così stupendo e problematico.
Invece è stato proprio così, il 16 novembre 2008 sono partita con alcuni parenti… obiettivo: Madagascar!
In realtà un’isola al nord-ovest del Madagascar, Nosy Be, che in malgascio significa “Grande Isola”, ma che è conosciuta anche con l’appellativo di “Isola Profumata”.
Già all’aeroporto ho potuto notare le differenze tra Milano e Nosy Be: l’immensità e la “tecnologia” di Malpensa da una parte e la piccolezza e la povertà dell’aeroporto dell’isola malgascia dall’altra (basti pensare al trasporto dei bagagli… in Madagascar è un uomo con la sua sola forza a trasportare i bagagli di più di duecento passeggeri).
Il villaggio, in cui abbiamo soggiornato, si trovava a circa un’ora e mezza di distanza dall’unico aeroporto presente a Nosy Be.
Abbiamo percorso una delle poche strade asfaltate, se non l’unica, presenti sull’isola.
Durante il tragitto ho avuto la possibilità di osservare la vita nelle campagne, in cui i mezzi di trasporto sono rari e la gente si sposta a piedi, percorrendo ogni giorno decine di chilometri; donne con i loro carichi portati sul capo, oltre al figlio sulle spalle, avvolto negli scialli; scolari, direi anche bambini (di sei anni o meno) con la loro cartella sulle spalle, che impiegano alcune ore per raggiungere la scuola e tornarsene a casa; immensi spazi verdi, paesaggi mozzafiato, ma anche povertà, case senza acqua potabile ed elettricità, campi di ylang-ylang (da cui si estrae un’essenza usate nell’industria dei profumi: si pensi, ad esempio, a Chanel) e mandrie di zebù (animale tipico della zona).
Immediatamente mi sono fatta un’idea della realtà malgascia.
Dal viaggio già si poteva intuire la caratteristica che più contraddistingue l’isola e, forse, l’Africa, rispetto a molti altri paesi, soprattutto occidentali: paesaggi mozzafiato ma una povertà altrettanto incredibile.
Inoltre, particolarmente interessante è stato osservare e conoscere la diversa cultura presente, i vestiti tipici, le usanze, le caratteristiche principali della popolazione del luogo.
Un esempio che posso fornire è la tipica frase utilizzata nell’isola malgascia: “Mora Mora” ovvero “Piano Piano”, senza l’ansia di dover concludere in fretta quello che si sta facendo, espressione che sottolinea la diversa dimensione attribuita al tempo in Madagascar rispetto ai ritmi frenetici occidentali.
Dell’isola malgascia ho visitato il capoluogo: Hell Ville; della città ho potuto “ammirare” il mercato, composto da una serie di bancarelle che danno la sensazione di un mercato improvvisato, i molteplici venditori di vaniglia (tipico prodotto malgascio) che riempivano le strade; mi sono resa conto della povertà presente, ma allo stesso tempo della grande contraddizione: negozi con i più moderni cellulari, e ancora la mancanza totale di igiene; ho vissuto momenti di quotidianità della città e di una cultura totalmente diversa dalla mia.
Ho poi avuto la possibilità di conoscere Nosy Iranja, chiamata anche “Isola delle tartarughe” e composta da due piccole isole unite da una lingua di sabbia bianchissima che scompare con l’alta marea, bagnata da un mare dai colori straordinari e in cui è presente un faro, da cui è possibile osservare il panorama a 360 gradi.
Attraversando l’isola ci si rende conto continuamente della vita malgascia, della povertà presente in questa terra e della mancanza dei bisogni primari: acqua, elettricità...
I bambini fanno a gara per un pezzetto di pane, anche caduto nel mare, o pieno di sabbia e ti seguono per tutta la tua permanenza sul posto solo per un cappello…
Nosy Be è un’isola circondata da moltissime altre isole, oltre a Nosy Iranja, ho avuto la possibilità di fare il tour di altre quattro fantastiche isole; ho visto diverse varietà di animali, dai serpenti ai lemuri, dalle tartarughe marine alle balene e differenti tipi di vegetazione.
In generale è stata un’esperienza meravigliosa, sicuramente nuova e divertente, ma soprattutto mi ha arricchita dal punto di vista umano; ho avuto la possibilità di conoscere una cultura totalmente diversa dalla mia e una quotidianità e un tenore di vita che sicuramente mi ha fatto riflettere.

Laura Giroletti, Istituto BESTA, Milano

I consigli della redazione

Se siete interessati e volete saperne di più vi proponiamo alcuni siti:

http://www.madagascar.it/ (dedicato alla proposta di viaggi nell'isola malgascia);
http://www.madagascar.gov.mg/ (sito ufficiale del governo malgascio);
http://www.amicidelmadagascar.org/ (promuove la solidarietà verso il Madagascar proponendo associazioni e adozioni a distanza);

http://www.madagascar-nosybe.com/newnosybe/homeit.asp (se volete maggiori informazioni sull'isola di Nosy Be).

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