PARIGI: LA CLASSE CRESCE FINALMENTE INSIEME

Una settimana indimenticabile composta da risate, accordi,strategie, nervosismo, stanchezza e amicizia.
Sì sì. Amicizia.
Il 30 marzo noi,la grandissima 3^A con la quasi matura 5^B, siamo partiti: destinazione Parigi!
“Parigi?” mi dicono
“Sì, all’incirca” rispondo
”Ma era una zona quasi come Cassina de’ Pecchi per i milanesi… molto periferica!” ribattono
“Ok,è vero...” confermo afflitta.
Cominciamo...
Il 30 marzo siamo partiti per il viaggio d'istruzione a Parigi, la città del romanticismo, dei pittori con il cappello storto e delle baguette chilometriche.
Siamo partiti dalla Stazione Centrale di Milano verso le 23.30 accompagnati dalle nostre professoresse di francese e di filosofia e da un insegnante della 5^B, il professor Zara.
La partenza è stata decisamente drastica perché i vari gruppi delle cuccette erano già state impostati a Milano, ma, una volta caricati i bagagli sul treno, tutti si sono accorti d'esser capitati con compagni non troppo graditi o con estranei nell'ottica della novità.
Appena il treno è partito, la professoressa di francese ha cominciato la “francesizzazione” di ognuno di noi e inizialmente la questione è stata a dir poco tragica,anche se poi il francese misto milanese ha colpito un po’ tutti.
Il viaggio è stato movimentato, ma caloroso fino in fondo.
All'arrivo i nostri sguardi erano decisamente persi nel vuoto, i nostri capelli disordinati e la nostra mente viaggiava nel futuro di quella gita, voleva arrivare a trovare la risoluzione di ognuno dei singoli 5 giorni. Senza pensare che si sarebbe trovata solo vivendoli istante per istante.
L'arrivo all’albergo è stato stancante, ma alla fine nessuno lo faceva notare perché c’era la grande voglia di formare le camere ed organizzarsi.
Le solite persone sono state con le solite persone:
“Cosa c'era da decidere ed organizzare allora?”
“Nulla, si cercava solo la stabilità e la sicurezza di trovare nella propria stanza da letto, nella propria stanza dei sogni, delle persone su cui si potesse contare. Delle persone con cui condividere il privato e renderlo pubblico”.
Primo giorno: l’imbarazzo del nuovo gruppo.
Quel giorno è stato il più’ imbarazzante un po’ per tutti, per la conoscenza, il dialogo con il resto del gruppo che non era il proprio gruppo classe, seppur anch’esso non fosse stato l’esatto esempio dell’amicizia e di un rapporto profondo.
Ma provare non costava nulla e già nel primo luogo di visita parigina qualcuno cominciava a socializzare e a parlare con l’altra classe.
La prima visita è stata alla Sainte Chapell, all’interno dell’Ile de la Cité .
Una chiesa gotica ampia costruita su due piani con una piccola ed angosciante scala a chiocciola che li collega.
Il pian terreno, quindi l’entrata, aveva un’aria poco religiosa data la quantità di venditori di oggettini ricordo. Il secondo piano era esattamente cioè che ci si immagina quando si pensa alla Sainte Chapelle.
Colori, giochi di luci, ambiente accogliente contenente sedie per ammirare con più comodità la meraviglia circostante.
Non si aveva la senzazione della grandiosità religiosa che spesso si prova entrando in una chiesa.
La libertà di guardare quel mondo con occhi diversi.
La seconda tappa era Notre Dame, la meravigliosa Notre Dame.
Appena giunti nella piazza di fronte alla grande ispiratrice di pittori ed artisti, siamo rimasti tutti estasiati nel vedere quell'immensa cattedrale che ha rappresentato l'infanzia Disney della grande maggioranza dei ragazzi.
L'interno al primo impatto era immenso, lungo per lo più ed alto e irraggiungibile.
Il colore prevalentemente notato ed immortalato dalle fotografie era un misto tra bianco e panna e la luce talvolta risvegliava qualche riflesso giallo.
Il rosone nord era qualcosa di meraviglioso,una specie di ragnatela nera giocata internamente da rosso, giallo ed altri tantissimi colori quasi impercettibili senza un tocco d'immaginazione.
Dopo l'estasi dei primi monumenti, siamo andati a mangiare.
Il pomeriggio è stato uno dei primi momenti in cui abbiamo cominciato a socializzare con i pochi ragazzi di 5^B disponibili ad un dialogo costruttivo o ad un commento sui monumenti.
Non eravamo tanto graditi se non a qualcuno.
Intanto la mia classe sembrava più felice di trovarsi di fronte l'altro e non dover essere costretto a condividere l'interrogazione, la mano alzata o lo stesso voto. Non era obbligata a parlare con l'altro solo per educazione la mattina in classe, quando si arriva e si è solo in due.
Nessuno era obbligato né spinto a fare ciò che non desiderava realmente e in quel momento si capiva davvero chi contava per chi e chi non contava nulla per nessuno.
La serata è stata il momento di massimo piacere per tutti, il letto è stato il migliore amico di tutti.
Il giorno successivo siamo andati nella Parigi del ‘900 tra l'immensità delle innovazioni delle nostre generazioni. Tra il nuovo mondo ci sentivamo piccoli e talmente impotenti di fronte a tutto, che ci limitavamo a fotografare tutte le grandezze dei monumenti moderni ed a sottostare ad essi.
Camminavamo ancora divisi in piccoli gruppi: dovevamo diventare un unico gruppo.
Il pomeriggio l'abbiamo passato all'interno delle reggia di Versailles.
Semplicemente stupenda e davvero immensa,forse un po’ troppo raffinata anche solo da vedere per "elementi" come noi.
Ma in fin dei conti cosa vuol dire fare una gita scolastica?
Cercare di vedere concretamente determinati elementi che sui libri annoiano, riuscire a vedere un nuovo posto con nuova gente con cui relazionarsi ed entrare in stretto contatto, ma soprattutto unire un gruppo che per tre anni è rimasto troppo diviso in piccoli gruppi e ha fatto piangere molte persone togliendogli il sorriso.
La serata è stata più movimentata della precedente ed anche le successive sono state ben diverse.
Ci raggruppavamo tutti in corridoio a parlare, ridere e scherzare, cercando di decifrare le parole degli spagnoli alloggiati anch'essi nel nostro hotel.
Il giorno seguente, dopo una colazione rigenerante, siamo andati al Museo di Picasso, il museo più soggettivo che io abbia mai visto.
C'era chi affermava di vedere una donna con due teste e chi affermava ce ne fossero tre, chi rideva di fronte ad oggetti non identificabili e chi sbadigliava allegramente, chi cercava qualcosa di più concreto e vicino alla nostra realtà e chi immaginava ad occhi aperti d'essere nella mente di Picasso.
Il gruppo intanto sembrava più unito ed era più sereno: ognuno di noi vedeva negli occhi degli altri la felicità di condividere tante cose e di passare l'intero giorno insieme.
Nel pomeriggio ci siamo recati nel posto in cui ognuno di noi, seppur inconsciamente, aveva sempre sognato d'essere: il Louvre.
Il punto focale de "Il codice da Vinci", il libro ed il film che qualche anno fa crearono parecchi dubbi nell'animo di molti italiani, e noi insieme e bagnati dalla pioggia eravamo lì.
Potevamo ammirare la struttura piramidale di fronte al museo, rispecchiarci in essa, potevamo entrare e vedere la rinomata Gioconda,i quadri di Delacroix e Gericault, i nostri quadri preferiti.
Le classi si sono divise in due per poter fare la visita guidata dall'insegnante più tranquillamente e con meno rischio che qualcuno si perdesse.
All'interno il museo conteneva opere d'arte famose e meno famose, resti egizi e statue greche e noi eravamo come quel museo: tutti insieme,come le diverse opere di artisti provenienti da parti del mondo diverse, raggruppati in quel posto che conteneva le diversità e chi aveva creato quelle meraviglie non sapeva sarebbe rimasto dentro al quadro con tantissimi altri artisti, ma in fondo amava restare lì perché vi era l'arte, la creazione ed il linguaggio figurativo che lo accomunava agli altri.
Così neanche noi abbiamo deciso d'essere in classe insieme, ma condividiamo le stesse passioni per la comunicazione, l'età ed i cambiamenti adolescenziali, che non potremmo fare a meno di restare per molto tempo lontani.
Il giorno seguante ci siamo recati a visitare l’Arc de Triomphe, laTour Eiffel e il Trocadero.
Il primo, a parere di quasi tutta la classe, non è stato entusiasmante, forse per la posizione troppo cittadina che aveva ovvero il traffico delle macchine vicino ed il baccano ch'esse provocavano.
Il secondo merita di una descrizione ben più sostanziosa della precedente.
La Tour Eiffel è stata la cosa che probabilmente ha emozionato di più, anche perché la potevamo vivere dall'interno, potevamo partecipare alla meraviglia imponente di fronte a noi.
Siamo saliti quasi tutti e la reazione è stata di felicità. Vedere il panorama dava una sensazione d'angoscia ma allo stesso tempo di libertà: ci si sentiva potenti da una piccola punta di ferro.
Il terzo, il Trocadero, lo ricorderanno tutti per il ragazzo che ballava ripreso dalle telecamere in piazza e per la bellissima foto di classe fatta.
I sorrisi, le risate, le posizioni buffe e la sensazione d'estate prematura era l'esatta descrizione della foto che ci aveva finalmente reso amici.
Durante il resto della giornata abbiamo visitato il museo d'Orsay e la sera siamo stati tutti insieme a parlare in corridoio o nelle camere.
Il giorno successivo è stato il migliore. L'ultimo giorno, il giorno dei giudizi sull'andamento della gita e su tutti quelli che vi hanno partecipato.
I giudizi sono stati enunciati a coppie o in gruppi di cinque persone a cui finalmente si potevano aggiungere tutti senza esclusione e potevano dire la propria, perché la sincerità era diventata una buona cosa in 3^A .
Tutti hanno affermato d'essersi divertiti e che appena saremmo arrivati a Milano ci saremmo mancati a vicenda, tutti hanno detto d'essersi uniti molto di più e che quella gita era davvero servita a ognuno di noi:
Eleonora: la ragazza dalla risata acuta, il sorriso sempre sulle labbra e i mille problemi di cuore.
Mila: la più minuta della classe, ma la più combattiva in tutto.
Sara: l'alternativa che vive in un mondo parallelo e che ogni tanto scende sulla Terra. Dolcissima e tranquilla.
Mirko: il nostro patentato che va contro tutto e tutti.
Chiara C.: la ragazza che a volte vive in un altro mondo e che è sempre disponibile in tutto.
Federica: buona e troppo disponibile. Cerca sempre di dissolvere le preoccupazioni della classe e afferma che questa non è un posto dove si studia ed apprende e basta.
Chiara L.: la verità in persona, dice quasi sempre ciò che pensa, ma ciò che gli altri non capiscono è che non lo dice con l'intento negativo, ma per migliorare sempre il tutto.
Lara: la black della classe. Sorride a scherza con quasi tutti, basta saperci parlare.
Elisabetta: la più giovane della classe con il cuore d'oro.
Laura: lei è la comica della classe e si autoconvince di dover stare calma.
Mattia: l'altissimo e simpaticissimo sottofondo vicifero della classe.
Maddalena: è la povera disgraziata che sopporta Mattia e le sue chiacchiere, ed è per questo che a volte non ha voglia di parlare.
Chiara R.: dolcissima ed allegra. È una delle tre new entry di quest'anno, ma ha instaurato un buon rapporto con tutti anche per la sua capacità d'ascolto.
Giulia: la mia fedele compagna di letto in Francia che io abbracciavo la notte.
Linda: la più agguerrita di gossip e novità della classe. Con lei trovi sempre conforto nei momenti difficili.
Amanda: la saggia della classe e una tra le persone più profonde.
Alice: la spontaneità in persona con tantissima allegria ed il sorriso in tutto.
Frederique: leader nata. Scherza spesso per vedere la reazione. È la ragazza chic della classe.
Donatella: una delle tre new entry che inizialmente ha avuto qualche incomprensione, ma poi si è rifatta dando a vedere il suo lato più tenero.
Arianna: semplice e con il sorriso sempre sulle labbra.
Fatma: semplice e tranquilla. Ama il silenzio durante le ore della Pozzi.
Marjulie: saggia e responsabile, una persona su cui si può contare.
Elisa: ballerina nata. Allegra e spensierata.
Antonio: le sue parole sprigionano allegria e san sempre farti ridere.

Voi sareste riusciti ad integrare venticinque persone talmente diverse?
La Francia è riuscita a farlo.
L'esperienza ha dimostrato che si può cambiare l'andazzo delle cose ed i valori comuni esistono ancora, basta volerli coltivare.
Grazie Classe

Irina Falcon, Istituto BESTA, Milano

I CONSIGLI DELLA REDAZIONE

Chi volesse organizzare un viaggio a Parigi può trovare tutte le informazioni che desidera nel sito http://www.parisbienvenue.com/

 

 

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