I
WANT TO TAKE YOU THROUGH A WASTELAND I CALL MY HOME, WELCOME TO
PARADISE... VIAGGIO NELLA NATURA DEL GRANDE NORD!
Prima
di partire avevo un’idea molto vaga dei Paesi nordici. Un
po’ quella che hanno tutti, credo.
Persone dall’anima gelida coperti da sciarpe e cappotti dalla
testa ai piedi e omini con gli occhi a mandorla che bevono grappa
in case di ghiaccio, tanto per intenderci.
Invece mi sono trovata di fronte a un qualcosa di totalmente diverso
e inaspettato.
Mi ha colpito, mi ha sorpreso. E dopo mi ha catturato il cuore.
Ho assistito a tramonti infiniti, ho camminato in immense distese
di verde e giallo, ho visto nascere e morire un arcobaleno.
Ho accarezzato un gabbiano quasi più grande di me e fatto
conoscenza con persone provenienti da tutto il mondo con alle spalle
storie che sembrano favole.
Sono entrata in cascate alte come grattacieli e mi sono persa sulla
strada del ritorno.
Si può inoltre dire che io abbia fatto il bagno nei canali
di Copenaghen, che sicuramente non è famosa per l’elevata
temperatura delle sue acque.
Poi ci sono quei ponti così lunghi che sembra portino in
paradiso. E forse da una parte è così.
Sono salita fino in cima al mondo e da lì immaginavo dove
finisce il mare.
Ci sono certi istanti unici nella vita, dove ci si sente padroni
del mondo.
Questo era uno di quelli.
Tutti i momenti memorabili hanno bisogno di una colonna sonora.
In quel momento la musica mi ha liberato di tutto, è stato
come rinascere senza morire. Un po’ come volare…
Dopo
Oslo, Bergen è la città più importante della
Norvegia.
La sera è illuminata. Illuminata dal sole.
Il modo migliore per godersi la mezzanotte è sedersi sul
porticciolo nel centro della città e ammirare il tramonto,
anche se, state sicuri, prima o poi un gruppo di inglesi ubriachi
fradici interromperà la vostra pace.
E’ molto suggestiva, con il famosissimo quartiere medievale
di Bryggen, anche se credo che di medievale sia rimasto molto poco.
E se non sapete dove andare a comprare i regali di Natale, recatevi
qua. Proprio nel quartiere di Bryggen c’è un negozio
che sembra la casa di Babbo Natale. C’è una quantità
di regali natalizi inimmaginabile, e non si può resistere
a tutte quelle alci e babbi natali sorridenti.
Per chi come me ama fare shopping Oslo è la città
ideale, anche se molto cara. Pur essendo piccola ha una varietà
di negozi indescrivibile, situati tutti sulla via principale, Karl
Johans Gate. Negozi di tutti i tipi, con vestiti stravaganti e colorati.
L’unico aspetto negativo è che non sono riuscita a
mangiare i gamberi, quelli appena pescati che sanno ancora di mare
e sembrano ancora vivi, quasi da riuscire a sentire le loro preghiere.
L’unico obiettivo che mi ero prefissata è andato in
fumo. Però c’è da dire che mi sono consolata
con un enorme granchio norvegese, che è riuscito a colmare
la mia delusione e anche il mio stomaco.
La Danimarca è molto particolare, e si può non trovare
una casa anche a distanza di chilometri.
Nel punto più a nord, a Skagen, si incrociano il Mare del
Nord e il Mar Baltico, dove le onde non si dirigono verso riva.
I coraggiosi fanno il bagno, i più invece si limitano a fare
foto.
C’è casino la sera, a Copenaghen: nella piazza principale
c’è un piccolo palco e due ragazzi che suonano la chitarra
e cantano.
Sono bravi e pure carini, cantano in inglese, parlano di un cuore
spezzato da un amore che non era amore, di cadute e rinascite e
ancora di cadute. Insomma, storie di tutti noi. E forse è
per questo che riescono a portarmi via per qualche minuto.
Grazie alla statua della Sirenetta Copenaghen assume un aspetto
magico, quasi fiabesco. In certi momenti sembra di tornare bambini.
E si può toccare, la Sirenetta. Sembra quasi che faccia una
magia, quando la guardi. E qualche parte di te torna a credere alle
favole.
Stoccolma
la paragonano a Venezia, ma sono due città totalmente diverse.
Per poterla vedere veramente è necessario fare un giro in
pullman e uno in battello, sui canali. Solo così si scoprono
gli aspetti più particolari e caratteristici della città.
Sia a Stoccolma che a Berlino c’è una torre altissima
da dove si può vedere tutta la città. Di giorno la
coda è chilometrica ma di sera non c’è quasi
nessuno, e lo spettacolo è sicuramente migliore.
Sembra di essere in un’astronave e vedere il mondo sotto un
aspetto completamente diverso, mentre i palazzi assomigliano a tante
piccole lucciole immobili, che si fanno ammirare in tutto il loro
splendore.
Berlino parla da sé. Non è una città
particolarmente luminosa, anzi è abbastanza cupa. Sarà
il tempo, o sarà che nell’aria si respira la sua storia.
Toccando il muro mi è sembrato di sentire le urla e i pianti
di chi l’ha odiato, quel muro. Quasi riuscivo a sentire l’odore
del sangue versato da innocenti in cerca di un po’ di libertà.
Trattenere le lacrime è quasi impossibile.
L’intera città è segnata da una linea per terra
dove prima c’era il muro. E’ una strana sensazione vedere
macchine e persone passarci sopra, come se niente fosse successo.
Giulia Violante, Istituto BESTA, Milano

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