UN BEL
MIX: API, STANCHEZZA E DIVERTIMENTO …
Ore 7.15: partenza.
Seduti, sdraiati, in ginocchio, chi dormiva, chi leggeva, chi urlava,
chi ci controllava e chi ci sgridava: il controllore.
Così passò il viaggio, tra i rimproveri del controllore
per i piedi sul sedile e tra i CD che passavano di mano in mano.
Un
tettuccio e un cartello blu rettangolare con una scritta: Camogli.
Siamo arrivati!
Dalla stazione ci spostammo su un terrazzino che si affacciava sul
mare, purtroppo un mare mosso.
“Ragazzi alle 10.15 qui”: questa frase ci diede il segnale
della libera uscita per Camogli e, ovviamente, tutti noi, accompagnati
dalla I^B periti, ci precipitammo nelle focaccerie locali, dove
enormi focacce impregnate d’olio ci attendevano.
Alle 10.15 ci incamminammo per S.Fruttuoso dove ci attendeva il
battello.
Sentieri stretti, larghi, asfaltati, bagnati e scivolosi, ma alla
fine una torre ed il mare furono per noi fonte d’allegria,
perché ci rivelarono che eravamo arrivati.
“Non c’è il battello perché il mare è
troppo mosso”: la notizia non ufficiale ci arrivò ancor
prima di poter addentare i nostri panini.
“Ragazzi non c’è il battello, faremo un sentiero
più corto per arrivare a Portofino”: questa fu la notizia
che la nostra prof. ci comunicò.
Così, circondati dalle mura di un’abbazia in stile
bizantino, consumammo rapidamente il nostro pranzo.
E poi… via! Destinazione Portofino.
Immersi nel verde del parco incontrammo dei signori che ci informarono
che più avanti un alveare di api ci avrebbe accolto lungo
il sentiero.
Proseguimmo il nostro cammino, scavalcammo un tronco caduto sul
sentiero, e vidi … un gruppo di ultras pronti a fare invasione
di campo in mezzo al bosco!
Un gruppo di ultras?
Noooo, alcuni miei compagni bardati con asciugamani, giubbotti,
sciarpe, che si preparavano ad affrontare le api.
Un primo gruppo si mise a correre preso dalla paura e le api lo
assalirono.
Davanti a me trovai ragazzi terrorizzati, io invece mi incamminai
tranquillamente e nessun’ape mi punse.
Superato l’ostacolo, proseguii il cammino in compagnia di
una mia amica. Più avanti ritrovammo il gruppo di studenti
“ultras” e attendemmo con loro l’arrivo degli
altri, ma alcune api continuavano a ronzarci intorno, decidemmo
quindi di avventurarci verso il paese.
Dagli alberi alle case, dal sentiero alla strada, ci trovammo immersi
nel lusso di Portofino.
Alle 19.10 ci riunimmo tutti e “invademmo” un bus di
linea che ci portò alla stazione.
Partimmo con quello che credevamo un InterCity, ma fummo costretti
a cambiare a Genova e a prendere un altro treno che ci portò
fino a Milano dove l’arrivo era previsto per le 22.50.
Arrivammo alle 23.20.
Mattia
Calgaro, Istituto BESTA, Milano
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