IL CALORE DI SIVIGLIA, UN PONTE TRA EUROPA E MONDO ARABO


Primo giorno… l’adattamento.
Che fatica aprire gli occhi… quanto abbiamo dormito? un’ora? mah… forse neanche quella… dai, si parte per la Spagna!!! le valigie sono già pronte in macchina e tra poche ore saremo a Siviglia, si direbbe un buon incentivo per alzarsi! E di li a poco ci troviamo su un aereo, ma l’eccitazione per la partenza non riesce a vincere la stanchezza, che ci fa addormentare una addosso all’altro, su quegli scomodi sedili ricoperti di vellutino (pessimo gusto estetico…). In due ore sbarchiamo all’aeroporto di Siviglia, stanchi ma pronti ad affrontare un intenso primo giorno di visita alle bellezze spagnole.
In “gita” siamo due classi, 3^ B e 4^ C liceo, in tutto 37 ragazzi con due accompagnatrici, la prof. Valenziano di matematica e la prof. Bruno di scienze sociali e filosofia. Il programma è di visitare Siviglia, dopo aver depositato le valigie in albergo. Il tempo è meraviglioso, sembra una di quelle calde giornate estive che non possono non mettere di buon umore; il tempo pare ancora più bello sapendo che a Milano piove…! Ci ritroviamo in un centro composto da suggestive viette dai cui davanzali pendono fiori colorati. Un giro di ricognizione e poi… beh la fame inizia a farsi sentire! A mezzogiorno siamo calamitati da un ristorantino i cui menù sembrano promettere molto bene… senza pensarci troppo entriamo e, ovviamente, ordiniamo tutti paella, curiosi di assaggiare il famoso piatto tipico del posto. La paella è surgelata, e su questo non ci sono obiezioni, ma la mangiamo senza troppe proteste… restiamo un po’ a chiacchierare e poi partiamo, consapevoli che, restando in quella buia taverna, ci saremmo persi il calore e la bellezza del posto. Nelle piazza dietro la cattedrale c’è una fontana, con quel gran caldo veniamo subito attratti dall’acqua fresca e, stanchissimi, ci stendiamo al sole, con il dolce suono dell’acqua a cullare i nostri pensieri. C’è chi dorme, chi scatta foto, chi prende il sole rischiando un’ustione di terzo grado e chi semplicemente chiacchiera felice. L’ora passa velocemente e le piccole responsabilità che un viaggio “studio” richiede non tardano a farsi sentire, infatti ci aspetta la nostra guida turistica dall’altra parte della città. -.-
Il giro guidato non dura moltissimo ed è anche piacevole, visitiamo la cattedrale di Santa Maria. Saliamo molto in alto, all’incirca trenta rampe ma ciò che ci aspetta ne vale anche il doppio. Ci troviamo davanti al panorama di Siviglia, uno spettacolo mozzafiato, indescrivibile.
Stanchi torniamo in hotel, una doccia veloce e poi a mangiare. Su questo punto non mi soffermerei troppo per non essere critica, diciamo solo che da un albergo spagnolo ci aspettavamo qualcosa di meglio. Una volta a letto ci addormentiamo in pochi secondi, sognando il profumo degli alberi d’arancio.
Secondo giorno… la meraviglia.
Ci aspetta Granada, la tappa più lontana dalla nostra postazione base, a tre ore di pullman da Siviglia, ovviamente ne approfittiamo per dormire, così il tempo passa velocemente.

Arriviamo che è quasi ora di pranzo, così le proff. ci lasciano due ore di libertà, guardiamo qualche vetrina e poi mangiamo un panino con la tortilla, ottimo...!
Arrivano in fretta le due, il pullman ci aspetta per la visita all’Alhambra, decantata per le sue meraviglie che non hanno eguali. Ci addentriamo oltre le mura dell’Alhambra, che in arabo significa “la rossa”, è una città murata che occupa la maggior parte del colle della Sabika.
Ciò che troviamo dietro le mura è qualcosa che non potremo mai scordare, la bellezza di quel luogo si è impressa dentro di noi: il palazzo è costruito in stile arabo, le pareti sono ricoperte da un’infinità di poesie scritte in questa lingua per noi così misteriosa. I giardini sembrano quelli di un paesaggio impressionista, i colori è come se fossero prima stati mischiati sulla tavolozza di un pittore. Ci sono inoltre tante fontane che creano giochi d’acqua. Guardando tutto ciò restiamo ammutoliti, come a non voler rompere quella perfezione che neanche in uno dei nostri sogni più belli avremmo potuto trovare.
Dopo tre ore di magnifiche visioni ci rimettiamo in viaggio, al ritorno è difficile dormire, quest’iniziale assaggio di Spagna ci rende euforici, sentiamo il profumo di libertà.
La sera non ci facciamo abbattere dal sonno, ridiamo, mangiamo e chiacchieriamo fino a tardi, senza troppo pensare alla stanchezza del giorno dopo.

Terzo giorno… Cordoba
Cordoba è a un’ora e mezza da Siviglia, un viaggio veloce rispetto a Granada.
Arrivati a destinazione ci addentriamo per questa caratteristica cittadina andalusa, i colori della città sono quelli tipici spagnoli, lo stesso per la calorosa atmosfera. Notiamo infatti che in Spagna è molto più facile parlare con la gente, è più disponibile e gentile e, differenza fondamentale rispetto a Milano, non ha nessuna fretta; questo ci piace molto e accresce la nostra simpatia verso il paese. Andiamo a mangiare in un ristorantino che serve solo specialità cordobesi. Ci saziamo, spendendo poco. Dopo ci dirigiamo verso la Mesquita, un’altra grande testimonianza dell’epoca araba. All’interno la chiesa è particolare, elementi arabi e cristiani si fondono in modo un po’ stridente, infatti la Mesquita nasce come moschea per poi venire trasformata in chiesa. Si respira un’aria fresca e piacevole, quell’aria che si può inalare solo nelle chiese.
Pensavamo che niente avrebbe potuto superare la bellezza dell’Alhambra, ma man mano che i passi ci portano verso il centro della chiesa ci rendiamo conto che le meraviglie che questa magica terra può offrire non sembrano mai finire.
Già da fuori l’imponenza della Mesquita crea un forte stupore, ma l’interno lascia senza fiato. Ci sono 80 colonne e altrettante lampade appese al soffitto, l’atmosfera è di pace; dai vetri colorati delle finestre entra una luce leggera che crea meravigliosi disegni sul pavimento.
Torniamo a Siviglia, il viaggio di ritorno è sempre più breve. Doccia, cena e poi usciamo, per vedere la Spagna di notte. La stanchezza non ci impedisce certo di divertirci. Le proff. si sono prudentemente informate sul centro di ritrovo giovanile della città. Passiamo la serata in compagnia di birra e sigarette, inutili e piacevoli vizi che ogni tanto non guastano.
Verso mezzanotte prendiamo tutti un taxi e torniamo a casa, volevo dire in hotel…
Quarto, nonché ultimo, giorno…
La nostra ultima giornata la trascorriamo a Siviglia, per concludere in bellezza.
Visitiamo l’Alcazar, originariamente un forte dei mori, diventato in seguito un palazzo reale. I giardini sono bellissimi, fiori colorati e anatre che sgambettano in mezzo a turisti intenti a fotografarle.
Andiamo a pranzo e, finalmente, mangiamo una paella come si deve!
Il resto del pomeriggio lo dedichiamo ai negozi, che hanno prezzi decisamente più bassi rispetto all’Italia, e non c’è bisogno di dire che ne approfittiamo immediatamente. Pensiamo anche a chi è rimasto nella piovosa Milano: prendiamo dei regalini alle ragazze che non sono potute venire.
A malincuore salutiamo Siviglia, e chissà… magari ci torneremo, ricordandoci della magnifica esperienza vissuta in quei luoghi affascinanti.
Dormire l’ultima notte è un insulto al nostro orgoglio adolescenziale, allora perché insultarlo? Tiriamo fuori pictionary, patatine e insulsi aneddoti che, grazie all’atmosfera tanto allegra, riusciamo a far passare per arguti.
La fine di un viaggio ha in sé una tristezza del tutto particolare, la nostra fortuna è stata condividerla tra di noi, vittime ma allo stesso tempo artefici di questo sentimento.

Martina Laura Miccione, Istituto BESTA, Milano

 

 

 

 

 

 

I consigli della redazione:

Ecco alcuni siti da utilizzare per l'organizzazione di un viaggio a Siviglia!
-
www.spain.info
- www.turismospagnolo.it
- www.turismosevilla.org

 

 





 

 

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