NEL MONDO DI TOLKIEN

Il 4 febbraio ’04 si è tenuto nell’aula Magna del Berchet un incontro su John Ronald Reuel Tolkien. Vorremmo riproporre le parole del professor Paolo Gulisano, laureato in medicina e scrittore di saggi, e porre spunti di riflessione per voi lettori.

Il professore afferma che il successo di Tolkien è dovuto al fatto che non si è limitato a raccontare una fiaba ma ha voluto creare un mito, che è il tentativo dell’uomo di dare una risposta alle domande che da sempre si pone: “Chi siamo? Che scopo ha la nostra vita?”.
“Devo dire che tutto questo è un mito – dichiara Tolkien – e non una nuova specie di religione o di visione […]. Per quanto riguarda il puro espediente narrativo, questo, naturalmente, mi è servito per cercare esseri provvisti della stessa bellezza, dello stesso potere e della stessa maestà degli dèi dell’alta mitologia, che possono però anche essere accettati, diciamo pure audacemente, da chi creda nella Santa Trinità”.
Ma Tolkien ha costruito un mito non per dare delle risposte, ma per porre delle domande a quella società che già allora non se ne poneva e per parlare dell’eroismo, del mistero e del coraggio.
Il grande autore della trilogia “Il Signore degli Anelli” esplicita i sogni più veri che si nascondono nel cuore d’ogni uomo: la tendenza al bello, al vero ed al sublime.
Sono molti quelli che giudicano la lotta tra il Bene e il Male una banalità. Ma in realtà questa lotta non è limitata allo scontro tra esseri buoni ed esseri malvagi ma è all’interno dell’animo di ogni personaggio.
Il Male viene rappresentato dall’anello che è il simbolo del desiderio di potere. Quest’ultima parola deriva dal verbo latino “possum” che significa “poter fare”, “agire”. Diverso è, invece, il significato di “autorità” che deriva dal verbo “augeo” e vuol dire “far crescere”. Infatti, Aragorn fa crescere in tutti il coraggio ed è per questo che è riconosciuto come autorità.
Gulisano dice, inoltre, che questo libro è una ricerca, ma al contrario; infatti, non si conquista nulla ma si compie la rinuncia al Male, col quale non ci sono mai compromessi.
La lezione più grande de “Il Signore degli Anelli” è che la rinuncia viene fatta per un di più. Per esempio, nelle miniere di Moria, Gandalf mette in salvo gli altri e per loro rinuncia alla sua stessa vita, che è la forma più grande di eroismo. Dopo aver combattuto con il Balrog che li aveva assaliti, si trasforma da Gandalf il Grigio in Gandalf il Bianco. La sua rinuncia lo ha portato a un’evoluzione.
Il professore ci informa che in passato è stata criticata la scarsa quantità di donne presenti nell’opera e che anzi Tolkien venne accusato anche di misoginia. Per Tolkien il fatto più importante però è la qualità dei personaggi femminili non la quantità. Le donne, infatti, come gli uomini, compiono una rinuncia. Galadriel rinuncia all’anello, pur avendolo desiderato a lungo perché comprende che all’Oscuro Signore si sarebbe sostituita una Regina che tutti avrebbero amato, disperandosi.
Arwen rinuncia all’immortalità per vivere una vita breve ma al fianco dell’unico uomo che ama. In quest’ottica nemmeno l’essere immortali è la condizione ideale. La scelta che gli elfi fanno lasciando la Terra agli uomini la compiono perché sono stanchi della vita, delle continue guerre, frutto dei ripetuti errori degli uomini.
Gli hobbit, pur essendo gli esseri meno importanti della Terra di Mezzo, sono i personaggi principali di questa storia. Frodo ha il compito di salvare il mondo, Sam quello di conservare la memoria dell’impresa.
L’umiltà che Frodo dimostra nel dire: “Prenderò io l’Anello, ma non conosco la strada” riassume lo spirito di questo piccolo hobbit, fragile e, fino allora, isolato dal resto del mondo, eppure capace di assumersi il peso di un fardello tanto grande quanto terribile e di mostrare la più completa umiltà e la più totale adesione alla realtà che gli è posta davanti.
Tolkien, conclude Gulisano, ci dice che se un hobbit è riuscito a salvare il mondo allora anche noi possiamo farlo.

Halina Buora & Federica Grassi, Liceo Classico BERCHET, Milano

I CONSIGLI DELLA REDAZIONE

Le opere di Tolkien (Il signore degli anelli, Il silmarillion, Albero e foglia, Racconti incompiuti e Racconti ritrovati) sono pubblicate da Bompiani, a parte L'Hobbit, pubblicato da Adelphi
Chi volesse approfondire il significato dell'opera di Tolkien può leggere, oltre il saggio sulla fiaba dello stesso autore Albero e foglia, E. Lodigiani, Invito alla lettura di Tolkien, Mursia 1982, oppure il recente Tolkien il signore della fantasia, Frassinelli.
Il sito della società tolkeniana italiana è http://www.tolkien.it, quello della società madre inglese è http://www.tolkiensociety.org, mentre, sempre in lingua inglese, tre indirizzi utili, da cui accedere a tantissimi altri siti sul fantastico mondo creato da Tolkien sono http://www.tolkienonline.com/, http://tolkien.cro.net/ e http://onering.virbius.com/.
Il sito ufficiale del film di Peter Jackson in lingua italiana è http://www.ilsignoredeglianelli.it/, mentre il sito ufficiale in lingua inglese http://www.lordoftherings.net/ contiene molto più materiale, sia dal punto di vista dei contenuti, sia da quello tecnico. Dedicato ai giochi ispirati alle avventure degli Hobbit Bilbo e Frodo e alla Guerra dell’Anello è invece il sito http://www.lordoftherings.com

 

 

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