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LA SCUOLA IN GERMANIA E IN OLANDA
A partire dal mese di aprile dell'anno 2002 si è svolto
un progetto denominato "Campo scuola per i giovani cittadini
dell'Europa", volto alla conoscenza del grado di partecipazione
studentesca agli Organi Collegiali in diversi stati dell'Unione
Europea. Per quanto riguarda il Nord Italia, hanno partecipato tre
scuole: il liceo linguistico "Erasmo da Rotterdam" di
Sesto S. Giovanni (Milano), il liceo classico e linguistico "Daniele
Manin" di Cremona e l'istituto tecnico turistico "Pier
Paolo Pasolini" di Milano. Mentre gli studenti di quest'ultimo
istituto hanno curato soprattutto la parte informatica, gli alunni
delle altre due scuole hanno svolto attività di ricerca e
informazione, culminata in un viaggio, tra l'11 e il 19 settembre
2002, in Germania e Olanda, allo scopo di confrontarsi con gli studenti
di questi due paesi.
La prima tappa è stata la Germania e più precisamente
Francoforte sul Meno. La scuola che ci ospitava era il "Friedrich
Dessauer Gymnasium" di Hoechst, un piacevole quartiere-sobborgo
di Francoforte. Nei tre giorni di permanenza nella città
abbiamo incontrato molti rappresentanti dei vari organi interni
del sistema scolastico tedesco. Abbiamo capito che l'iter per diventare
rappresentante d'istituto (Schulsprecher) inizia necessariamente
dall'elezione come rappresentante di classe (Klassensrecher) e poi
di corso (Kurssprecher) e può culminare con la nomina a rappresentante
del Land. Il compito dei rappresentanti tedeschi è molto
simile a quello degli italiani, cioè essenzialmente di fare
da mediatori tra alunni e docenti e dirigente scolastico. Una grossa
diversità sta invece nel fatto che gli alunni hanno rappresentanti
a partire dalla quinta classe (la nostra quinta elementare). I rappresentanti
da noi interpellati erano molto contenti di ricoprire un ruolo attivo
nella scuola, anche se spesso alcuni si erano proposti solo dietro
le continue insistenze dei compagni; come riconoscimento, il loro
lavoro viene menzionato nel curriculum, documento ritenuto di grandissima
importanza. Quello che forse lamentano maggiormente è la
mancanza di rapporti tra le varie scuole. Sostengono però
che i rapporti con il dirigente scolastico, che è anche un
docente, sono buoni: a ogni richiesta da loro avanzata segue un'attenta
valutazione.
La seconda parte del viaggio ci ha portati in Olanda, a Maastricht,
nel "Jeanne d'Arc College". In questa scuola erano stati
organizzati per noi incontri con i rappresentanti. Il primo che
abbiamo incontrato è stato il vicepresidente del L.A.K.S.,
l'organo probabilmente più importante dell'intero sistema,
che non trova però traduzione in Italia: esso permette, infatti,
una comunicazione diretta tra gli studenti e il ministero dell'istruzione,
in tutte quelle materie che riguardano la vita della scuola, gli
esami, i metodi di insegnamento.
Ad esclusione del Consiglio d'Istituto, sancito per legge, e del
L.A.K.S., tutti gli altri organi risultano essere regolati a discrezione
della scuola e vedono una partecipazione volontaria.
Abbiamo potuto riscontrare un elevato grado di soddisfazione tra
gli studenti per le molte possibilità che ognuno ha di partecipare
alla vita della scuola, dato che molti organi sono convocati su
base volontaria, e la concreta eventualità che le proprie
richieste trovino traduzione anche a livello nazionale, tramite
il L.A.K.S.
Questa esperienza, non ancora terminata, ci ha aperto gli occhi
su modi diversi di vivere la scuola e di manifestare le esigenze
studentesche, e, grazie al contatto con i nostri coetanei, ci ha
dato occasione di confrontare stili di vita scolastici molto differenti.
Chiara Deantoni, Istituto ERASMO DA ROTTERDAM, Sesto
San Giovanni
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