ALESSANDRO D’AVENIA: UN PROFESSORE “SPECIALE” AL BESTA PER UN GIORNO
L’Aula Magna del nostro liceo rimane incantata davanti alle sue parole

Giovedì 31 Marzo 2011 alcuni ragazzi della nostra scuola hanno avuto l’occasione di partecipare ad un incontro con lo scrittore Alessandro D’Avenia, reduce dal successo che ha riscosso con il suo primo libro:”Bianca come il latte rossa come il sangue”.
Dopo una breve introduzione del professor Assenza,organizzatore dell’incontro, ha iniziato a parlare il nostro ospite.
Il suo atteggiamento nei nostri confronti, come pubblico e allo stesso tempo alunni, è stato da subito simpatico e amichevole.
Il suo portamento e la sua parlata giovanile e accattivante,infatti, hanno fin da subito affascinato studenti e professori.
Il suo discorso è iniziato con una riflessione: secondo lo scrittore non si può iniziare una conversazione se non si ha qualcosa in comune. Questo “qualcosa” sono due traumi che ogni mattina dobbiamo affrontare: il primo è il suono delle sveglia (che tutti detestiamo!), il secondo si consuma pochi metri più in là, e no, non stiamo parlando della scuola!Questo avviene in bagno: specchiarci restando inorriditi da ciò che vediamo.
A questo punto D’Avenia ne ha approfittato per mandarci una provocazione: dovremmo imparare a vivere ogni giorno con la speranza di qualcosa di nuovo e inaspettato.
I ragazzi di oggi, infatti, come lui stesso ci ha spiegato e come noi (ovviamente) già sappiamo, sono troppo depressi e annoiati, nonostante stiano vivendo quello che dovrebbe essere il periodo più bello della vita.
Annoiati, depressi e che non sono nemmeno capaci di accorgersi, molte volte, dei piccoli e grandi gesti che gli vengono fatti. Quante volte ringraziamo i nostri genitori per quello che fanno per noi?!? Preparare da mangiare, lavare e stirare… a discrezione dello scrittore basterebbe solo una rosa, regalata alla propria madre, per far vedere che non siamo passivi, che non è vero che tutto ci è dovuto, per mostrare che ci rendiamo conto di ciò che viene fatto per noi!
Insieme a tanti spunti di riflessione e qualche provocazione Alessandro D’Avenia ci ha lanciato anche una piccola sfida personale: imparare a combattere per ciò che desideriamo e ad apprezzarci per quelli che siamo, perché ognuno di noi è speciale e merita di essere guardato.
Essere guardati… si, perché anche questo è importante e ci aiuta a sentirci amati e quindi, a diventare più forti.
Durante quest’età,dell’adolescenza, scuola e amore hanno un ruolo fondamentale nella vita di ognuno di noi.
Altre provocazioni: una ai professori e l’altra ancora a noi ragazzi.
Quella ai professori è di imparare ad interagire meglio con gli alunni, immedesimandosi in loro, e cercando di insegnargli le materie trasmettendogli tutto l’amore che provano.
L’altra, verso di noi, è quella di cercare di aprirci verso qualcosa di nuovo che può essere anche ciò che ci viene insegnato a scuola. Essendo D’Avenia un professore prima che uno scrittore, ha fatto notare ai partecipanti all’assemblea che una delle cose più tristi per un professore è quella di entrare in classe (portando con sé tanto amore per la materia, da passare agli studenti) e per prima cosa sentirsi dire: “Scusi prof, posso andare in bagno?” “ Capite anche voi che non è esattamente una cosa che ti fa sprizzare gioia da tutti i pori!” ha ribadito lo scrittore.
Dopo quest’intervento alcuni alunni hanno approfittato della sua presenza per porgli alcune domande, ad esempio: “Per quale motivo è diventato uno scrittore? Perché proprio: ”Bianca come il latte e rossa come il sangue” come titolo del libro?”
Alla prima domanda ha risposto: ”Quando ero adolescente un mio professore di italiano mi ha proposto di leggere un libro di poesie. Leggendo mi sono immedesimato nelle stesse e ho provato il desiderio di trasmetterle anche agli altri. In quel momento ho capito che sarei diventato un professore”.
Alla seconda domanda ha risposto dicendo che “il rosso significa il sangue rosso, è il colore della passione per la vita, della felicità e dell’amore. Il bianco, invece, indica il vuoto assoluto e il silenzio, è il colore del mistero, e fa paura.
L’incontro si è concluso leggendo una delle ultime pagine dello stesso libro e con l’ultima provocazione da parte di D’Avenia e del prof. Assenza: imparare a capire cos’è nella nostra vita quel sangue rosso che ci appassiona alla stessa e imparare a riconoscerlo.

Benedetta Gatti e Beatrice Pistola, Istituto BESTA, Milano

I consigli della redazione

Il romanzo di Alessandro D'Avenia è pubbilcato da Mondadori e costa 19,00 €
Il blog ufficiale dello scrittore è all'indirizzo: http://www.profduepuntozero.it


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