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Sensibilizzare i giovani al
ricordo dei genocidi del '900: dalla Shoah al Ruanda
Comunicare il gusto il gusto di comunicare:
incontro con Paolo Massobrio
Libertà va cercando, ch'è si cara,
come sa chi per lei vita rifiuta
Viaggio
della memoria a Mauthausen e Gusen
Un pomeriggio a Mediaset
La Resistenza con gli occhi di chi l'ha vissuta
Schüleraustausch: Cimiano-Zerbst andata
e ritorno!
Alessandro D'Avenia: un professore "speciale
al Besta per un giorno
La scoperta del Rhapsodija Trio
"Il Memorioso": per ricordare i Giusti
e il bene da loro compiuto
Il genocidio armeno: le memorie di
Heranush
Auschwitz: l'orrore del passato
Uso e abuso dei "social network"
L' "ardimento" di don Gnocchi
S(cambiamoci)!!!
La verità sulla donna mussulmana
Gli adolescenti e la droga
Gli adolescenti e l'alcol
Gli adolescenti e il sesso
Gli adolescenti e il sabato sera
Ricordando l' "inutile strage"
La banalità del bene: i Giusti
e il totalitarismo
Sport per tutti... nessuno escluso!
Rock the Besta!
La Casa della Carità: alcune riflessioni
sul volontariato
La memoria del bene
Una giornata
in università per far riflettere i giovani
Il genocidio degli armeni
Il primo
genocidio del XX secolo
La terapia del sorriso: l'associazione Veronica
Sacchi
Un modo per aiutare ad aiutare: la fiera del volontariato
Lo stermino degli ebrei: una tragedia da
non dimenticare
Rhapsodija Trio in concerto: la musica dei
perseguitati
Vento d'aprile: la voce della Resistenza
Nel mondo di Tolkien: un incontro al liceo Berchet
11 settembre: un anno dopo, insieme per ricordare
e comprendere
Douce France: un viaggio multimediale
Gemellaggio a Milano: alla scoperta della pace
"Il Memorioso": per ricordare i Giusti
e il bene da loro compiuto
Il genocidio armeno: le memorie di
Heranush
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S(cambiamoci)!!!
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non dimenticare
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e comprendere
Douce France: un viaggio multimediale
Gemellaggio a Milano: alla scoperta della pace
La scuola in Germania e in Olanda
Campo-scuola per i giovani cittadini d'Europa
Un ospite tedesco nelle nostre famiglie!
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AUSCHWITZ L'ORRORE DEL PASSATO
CRACOVIA
I motivi che mi hanno spinto a intraprendere questo viaggio, sono
molteplici, da un lato era da molto tempo che desideravo visitare
questo luogo da un altro lato ero curioso di vedere un lato dell’
Europa che non conoscevo. Prima di partire abbiamo assistito ad
una commemorazione alla stazione centrale di Milano, una commemorazione
che francamente ho trovato essere patetica e intrisa della solita
retorica di certi assessori e politici riguardo all’ argomento,
avrei preferito infatti poter sentire delle testimonianze di coloro
che questo terribile momento della storia del novecento hanno vissuto
sulla propria pelle. Il giorno seguente siamo partiti, il giorno
seguente eravamo in Repubblica Ceca, poche ore dopo in Polonia.
La cosa che colpisce subito sono le differenze che esistono tra
questi due paesis, in Repubblica Ceca difatti si possono notare
(anche se solo dal finestrino) numerose industrie segno questo che
un certo livello di benessere esiste , mentre in Polonia regna una
desolazione piuttosto intensa e tangibile all’ ,.La Polonia
difatti rispetto ad altri paesi Europei è abbastanza arretrata.
Nella stessa città di Cracovia i segni di questa arretratezza
sono visibili , bisogna però fare un’ altra considerazione,
nelle città dell’ Europa orientale se si esce dai centri
storici i palazzi sogno segnati dall’ architettura razionalista
mentre a Cracovia i segni di questa architettura si vedono meno
, difatti i palazzi pur essendo per la maggior parte un po’
decadenti sono in linea con lo stile dei palazzi del centro ,la
Polonia ha avuto nel corso del Novecento una storia piuttosto drammatica
e i segni di questa storia sono ancora visibili negli sguardi della
gente, sguardi piuttosto tristi si vedevano un po’ ovunque,
i giovani forse erano gli unici ai quali questo sguardo era risparmiato
, d'altronde questi ultimi sono nati dopo la caduta del comunismo
e hanno potuto godere di qualche libertà in più rispetto
a quella dei propri genitori, i marchi del capitalismo in Polonia
sono dappertutto basti pensare ai Mcdonald che sono presenti in
grande abbondanza. La comunità ebraica di Cracovia è
oggi relativamente piccola, mentre fino agli anni quaranta del Novecento
era la più grande d’ Europa, qui difatti si trovano
anche gli Ebrei ortodossi, particolarmente intransigenti e tradizionalisti,
il re Casimiro il grande sei secoli prima li aveva accolti e qui
difatti prosperarono tuttavia l’ inserimento nel tessuto sociale
fu piuttosto difficile e si manifestò nel corso della storia
un sentimento antisemita piuttosto forte .
AUSCHWITZ
La
visita ad Auschwitz si è svolta il giorno seguente dal nostro
arrivo, la cosa che colpisce subito sono le dimensioni del campo
, io avevo visto qualche anno prima Dachau in Germania le cui dimensioni
erano notevolmente ridotte rispetto ad Auschwitz, tuttavia bisogna
fare subito delle distinzioni , nell’ immaginario collettivo
si identifica Auschwitz come un campo unico, invece i campi sono
tre, vi è Birkenau il primo che abbiamo visitato, Auschwitz
1 e Auschwitz 3 dove era internato Primo Levi. Birkenau era il campo
più grande vi sono tuttora numerose baracche ancora visitabili
e conservate in buono stato , A Birkenau la ferrovia arriva fin
dentro al campo ma non fu sempre così ,la costruzione della
ferrovia cominciò nel 1944 con la deportazione degli ebrei
Ungheresi, prima di questo avvenimento i prigionieri schendevano
800 metri prima del campo. Birkenau è anche il campo dove
vi erano numerose camere a gas le più grandi e micidiali
d’ Europa. Oggi di queste fabbriche della morte resta ben
poco i nazisti infatti le distrussero tutte , poiché i russi
stavano per arrivare, in compenso a Birkenau è ancora perfettamente
intatto il centro di smistamento dove ai prigionieri venivano impressi
dei tatuaggi corrispondenti a un numero , era anche il centro dove
venivano consegnate le divie da adottare all’ interno del
campo, ciò che impressiona maggiormente mentre visiti il
campo è il totale silenzio un silenzio che fa capire la drammaticità
di quel luogo. Birkenau e gli altri complessi sono gli unici centri
dello sterminio ancora intatti, Sobibor, Treblinka e il castello
di Chelmno furono completamente smantellati al loro posto Himmler
decise di piantarvi un campo di pini. Auschwitz 1 è il campo
che forse fa rabbrividire di più poiché al suo interno
vi è un vero e proprio museo. il museo presenta una serie
di testimonianze scioccanti , dapprima un ammasso di scarpe, successivamente
i capelli delle donne e i giochi dei bambini in questa parte della
visita si è scatenata dentro di me una vera e propria rabbia
che ha forse sostituito la commozione.Nel blocco 11 erano sistemate
le prigioni ancora perfettamente intatte, storicamente interessante
a riguardo è l’ ufficio delle ss dove vi è ancora
appesa la fotografia di Adolf Hitler e sulla scrivania sono ancora
sistemate delle scartoffie, all’ interno delle prigioni vi
è anche lo spazio dove venivano torturati i prigionieri soprattutto
prigionieri di guerra Russi costretti a rimanere in piedi tutta
la notte in uno spazio estremamente ristretto , al di fuori del
blocco 11 vi è anche il luogo dove avvenivano le fucilazioni
di massa , e accanto il blocco dove avvenivano gli esperimenti sulle
donne ,le finestre di quel blocco furono sigillate per non far sentire
alle donne il tuono dei fucili, il che è piuttosto sadico
, una cosa sconcertante di Auscwitz sono le forche dove venivano
impiccati i prigionieri per i più disparati motivi tra cui
anche il semplice furto di un pezzo di pane, la camera a gas rappresenta
l’ ultima tappa di questo percorso accanto ad essa vi si trovava
la casa del comandante del campo Rudolf Hoss che ci viveva incurante
del massacro che sotto la finestra di casa sua si stava consumando.
Io credo che di parole per descrivere quanto è successo non
ce ne siano io preferisco il silenzio , poiché credo credo
che un orrore di questo tipo non sia neanche immaginabile.
Elia Visintin, Istituto BESTA Milano
I consigli della redazione:
La Proedi Editore in collaborazione con il
Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea ha realizzato due
interessantissimi CD-Rom su Auschwitz e la Shoah: potete richiederli
a Proedi Editore, Via Biondi 1, 20154 Milano - Tel. 02/349951 -
Fax 02/33107015.
Il sito ufficiale (lingua polacca e lingua inglese) del campo di
sterminio di Auschwitz-Birkenau è
http://auschwitz.org.pl/
http://www.guidadicracovia.it/ è invece
un sito utile per chi volesse visitare la bellissima città
polacca, mentre il sito ufficiale della città è all'indirizzo
http://www.krakow.pl/en/,
(in lingua polacca, inglese, tedesca, francese e russa).
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