LA BANALITA' DEL BENE: I GIUSTI E IL TOTALITARISMO

Nella settimana dal 26 al 31 gennaio l’istituto “Fabio Besta” ha organizzato, come ogni anno, alcune iniziative di commemorazione della Shoah, in particolare la mostra “I Giusti e il totalitarismo”.
La caratteristica di questa mostra era di non essere incentrata sul male provocato dai regimi totalitari, ma piuttosto sul bene che, in quel tragico contesto, è nato spontaneamente tra la gente comune, quella che non si è tirata indietro dall’aiutare chi ne aveva bisogno. L’attenzione era focalizzata sulla figura dei “Giusti”. Ma chi è un Giusto? Prima della mostra pochi di noi lo sapevano. Ha cercato di spiegarlo l’incontro dal titolo “La ‘banalità’ del bene. I Giusti nella Shoah”che si è tenuto all’inizio della settimana a cui hanno partecipato Andrea Jarach, un noto editore milanese, che ha curato una serie di pubblicazioni sul tema, che ha raccontato la storia della usa famiglia, e Sante Maletta, docente di filosofia politica e studioso della figura del Giusto.
Il nome di Giusto, come hanno spiegato alcune ragazze della IV B Liceo, che hanno approfondito l’argomento durante le ore di Storia, viene attribuito dallo Stato di Israele alle persone non ebree che hanno aiutato persone ebree a sfuggire alle persecuzioni da parte del nazismo e del fascismo. È molto difficile capire la mentalità di un Giusto, capire perché ha messo in gioco la propria vita per salvarne altre. Nella mostra erano illustrate alcune delle storie di questi uomini e donne, ma ognuna di esse meriterebbe di essere raccontata e ricordata da tutti.
Mantenere viva la memoria di queste persone è fondamentale per non dimenticare la bontà dell’ animo umano, anche in situazioni di estrema malvagità, per non identificare un popolo intero con l’aggettivo “razzista” o “fascista”.
Non possiamo dimenticare come il nobile gesto di tanti individui, volto a salvare la vita di altrettante persone, sia avvenuto in un contesto storico unico e probabilmente irripetibile per la sua crudeltà. Gli “stati totalitari”, l’Italia fascista, la Germania nazista e la Russia comunista, ebbero come caratteristiche comuni la volontà di esercitare il completo dominio sulle menti e sui corpi delle persone, la persecuzione sistematica di determinate categorie di persone, considerate “oggettivamente” nemiche: dissidenti politici, ebrei, omosessuali, zingari, borghesi, piccoli proprietari ecc.
Ed è proprio in questa folle visione del mondo che entra in gioco la figura del “Giusto”. I Giusti hanno avuto il coraggio di mettere la propria vita a repentaglio, ma soprattutto il coraggio di comprendere e di opporsi a ciò che gli accadeva intorno, di agire senza secondi fini, spinti esclusivamente dall’amore per il prossimo.
Lo “Yad Vashem”, il museo ebraico dell’Olocausto situato a Gerusalemme, ricorda oggi tutte le persone che compirono l’eroico gesto sopracitato, conferendo a queste il titolo di “Giusto tra le Nazioni”.
Pochi hanno avuto questo coraggio nel passato e credo che ancora meno lo avrebbero ora se si trovassero in quella situazione. Spero che tutti e tutte noi abbiamo almeno la forza di tenere viva la memoria di queste persone.

Lucia Delle Fave e Filippo Carpen, Istituto BESTA, Milano

 

I CONSIGLI DELLA REDAZIONE

Per maggiori informazioni si possono consultare i seguenti siti:
- http://www.gariwo.net: è il sito del Comitato promotore della Foresta dei Giusti che intende impegnarsi per mantenere vivo il loro ricordo attraverso la creazione di luoghi della memoria ove vengono piantati alberi simbolicamente riferiti agli atti di bene compiuti da coloro che, di fronte al male, in particolari situazioni storiche, non hanno voluto rinunciare alla propria dignità e umanità.
-
http://www.storiamemoria.it/: "Storia e Memoria. La partecipazione della società civile agli eventi della seconda guerra mondiale" è il nome della rete promossa dal Liceo Scientifico "E. Fermi" di Bologna che coordina 15 Istituti Secondari della regione Emilia Romagna. Essa si propone di creare un reciproco sostegno tra le scuole aderenti per la sperimentazione di nuovi percorsi didattici miranti a realizzare con maggior successo gli obiettivi formativi delle discipline, grazie anche al coinvolgimento e al supporto di istituti di ricerca e associazioni culturali e professionali presenti sul territorio, e si è occupata più volte delle tematiche relative ai totalitarismi e ai Giusti.

Per chi volesse approfondire la problematica dei Giusti consigliamo i seguenti testi:
- Gabriele Nissim, Il tribunale del bene. La storia di Moshe Bejski, l'uomo che creò il Giardino dei giusti, Mondadori, euro 10,40
- Gabriele Nissim, L' uomo che fermò Hitler. La storia di Dimitar Pesev che salvò gli ebrei di una nazione intera
, Mondadori, euro 9,80
- Gabriele Nissim, Una bambina contro Stalin. L'italiana che lottò per la verità su suo padre
, Mondadori, euro 18
- Enrico Deaglio, La banalità del bene. Storia di Giorgio Perlasca, Feltrinelli, euro 5,68
- Carla Tonini, Il tempo dell'odio e il tempo della cura. Storia di Zofia Kossak, la polacca antisemita che salvò migliaia di ebrei, Zamorani, euro 20
-Angelo Picariello, Capuozzo, accontenta questo ragazzo. La vita di Giovanni Palatucci, San Paolo Edizioni, euro 16
- Thomas Kineally, La lista di Schindler, Sperling & Kupfer, euro 9,50

 


 

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