NOI CREDEVAMO: UN VIAGGIO VERSO L'UNIFICAZIONE D' ITALIA

“Noi credevamo” è l’ultimo film diretto dal napoletano Mario Martone, presente nelle sale cinematografiche dal novembre 2010. Martone si è basato sull’omonimo libro di Anna Banti, con l’aiuto dello sceneggiatore De Cataldo. Questo film è stato candidato per il Leone d’Oro di Venezia. Il regista rielabora la storia del Risorgimento italiano e delle lotte tra il Regno delle Due Sicilie e il Regno di Sardegna. E’ un film molto crudo che ci fa capire quanto siano stati duri gli anni prima dell’unificazione dell’Italia. Si seguono gli ideali di Mazzini, Crespi, Cavour, Cristina di Belgiojoso: gente, che sogna l’Unità e combatte per vederla realizzata, anche se sotto la monarchia. “Noi credevamo”, a metà tra lo storico e il drammatico, tratta le vicende di tre ragazzi del sud, precisamente del Cilento (Angelo, Domenico e Salvatore) che reagiscono alla repressione borbonica dei moti del 1828. Angelo, Domenico e Salvatore si affiliano alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini, pronunciando un giuramento. Martone divide la storia in quattro episodi: le scelte, Domenico, Angelo e l’alba della nazione cercando di ripercorrere gli avvenimenti fondamentali che hanno portato ad un’Italia unita. Domenico e Angelo sono fratelli appartenenti alla classe nobiliare mentre Salvatore è proletario. I tre amici con idee rivoluzionarie, si ritrovano nel circolo parigino di Cristina di Belgiojoso e assistono al fallimento dell’insurrezione contro il re Carlo Alberto. Cristina di Belgiojoso svolge un ruolo importante all’interno della storia, in quanto dimostra che è necessario tutelare prima di tutto i diritti del popolo, non più soltanto quelli della classe dominante; perché altrimenti, senza questo principio di uguaglianza, l’Italia non potrà mai essere veramente unita. Angelo attribuisce il fallimento dell’insurrezione all’amico Salvatore, che uccise ingiustamente pugnalandolo. A causa di questo omicidio, le strade dei due fratelli si dividono. Mediante l’utile divisione in sequenze ripercorriamo la vita dei protagonisti per oltre vent’anni. Angelo è condannato a morte e ghigliottinato per il tentato assassinio a Napoleone III e Domenico, dopo anni di lotte, clandestinità e prigionia riesce a vedere la fine dei conflitti, senza però vedere realizzato il suo concetto egalitario di patria unita. E’ un film piuttosto difficile da seguire in quanto molti dialoghi sono in dialetto ottocentesco e altri in inglese e francese, benché sia presente l’ausilio dei sottotitoli. Inoltre è destinato ad un pubblico adulto sia per la durata dato che è facile distrarsi, sia per, come ribadito prima per il tipo di linguaggio utilizzato. Nonostante ciò risulta interessante mostrandoci dei ragazzi che possiedono dei valori inseguendo i propri ideali. E’ molto significativa ed intensa la conclusione del film, nella quale Domenico rimarca il titolo “Noi credevamo” perché anche se l’obiettivo dell’Unità d’Italia viene raggiunto, non è una nazione repubblicana come nei sogni dei rivoluzionari dell’epoca, ma resta una monarchia.

 

Michela Cavenago, Istituto BESTA, Milano

I consigli della redazione

Approfondimenti sul film: http://www.mymovies.it/film/2010/noicredevamo/ http://www.comingsoon.it/.../Trama/?...Noi-credevamo

Notizie sul regista : http:// www.mymovies.it/biografia/?r=1073

Anteprima del film : http://www.youtube.com/watch?v=jLxRVhIwC_k

 

Harry Potter e i doni della morte: libro e film a confronto

Terraferma: riscoprire se stessi e trovare il coraggio di cambiare

The Twilight Saga: Breaking dawn (parte 1)

l favoloso mondo di Amélie: la conquista della felicità, il resto è nulla

Colorado da fuori di testa

Almost perfect: il dramma dell'anoressia

The Social Network: la storia di un nuovo modo di comunicare

Leo e i suoi colori: un romanzo di amore, amicizia e disagio

L'uragano "Muse" colpisce ancora

Shutter Island, dove niente è come sembra

Chic & Cheap: l'illusione di vestirsi bene?

La Divina Commedia: un musical... infernale!

Percy Jackson: un magico ritormo ai miti greci

Steve McCurry: take a walk on the wild side...

E dopo i vampiri un nuovo... ospite

Una notte per Liga!

The Eagles: your love will keep us alive

Roberto Dalla Vecchia: le sonorità intime del suo ultimo CD

Hai finito la scuola e cerchi lavoro? Francesca Mazzuccato ti consiglia McDonald's

"Il bambino con il pigiama a righe": l'amicizia può unire quello che le barriere dividono

Negramaro: "voi come aria in vena siete"

Stanchi dei soliti dottorini? Vieni a... "House"

Into the Wild: l'uomo alla ricerca di se stesso

Harry Potter... cala il sipario?

Sancto Ianne: non è la solita "canzone napoletana"!

Cattedrale: la logica irrazionalità umana

Nessuno è solo tour: un'emozionante esperienza collettiva

Davanti al piccolo schermo: TV di svago o TV spazzatura?

Verso l'infinito e oltre: le nuove frontiere del cinema

Heavy metal: l'urlo del rock!

La fine di una stagione: la testimonianza di un "ragazzo di Salò"

Il racconto di Nonantola: intervista al sociologo Delapierre

La musica dei Libertines: emozioni e sensazioni

Un nuovo astro nel firmamento del rock inglese: The Darkness

The Cure: alle radici della musica "dark"

Tutto quello che avreste voluto sapere su Bush...
Un libro di Vittorio Zucconi

Questo lo so fare anch'io!
Brevi note sull'arte contemporanea

Led Zeppelin: i maestri del rock-blues

Queen: una band nella leggenda