TRACY CHAPMAN: LA MINUTA POETESSA
Esponente
degna di nota della musica impegnata, Tracy Chapman, la ‘minuta
poetessa’, ha cominciato nel lontano ’88 (nonostante
da noi imperasse il pop più orecchiabile lei ha conquistato
il pubblico con una semplice chitarra e una voce struggente) con
‘quattro accordi e una voce triste’ e sono gli stessi
con cui prosegue oggi il suo racconto. Le sue ballate non giudicano
secondo schemi precisi ma raccontano il mondo e ne osservano anche
ciò che non va,con una punta di amarezza. Dai testi emerge
un’implacabile voglia di vivere e una grinta eccezionale,da
cui traspare un velo di insoddisfazione. Nonostante ciò che
racconta siano per lo più torti subiti o atteggiamenti negativi
della società nei confronti della black people, Tracy non
si abbandona in commiserazioni patetiche per vendere,ma si limita
ad annotare e ad esprimere con estrema semplicità tutto il
suo dolore e rammarico. Il suo repertorio contiene canzoni introverse
e impegnate che toccano sia l’universo amoroso che quello
politico,agli inizi prevalente. Stilisticamente compie un percorso
graduale che inizia con una semplicità commovente, espressa
dalla sola chitarra (spesso giungendo alla sottrazione degli strumenti
per arrivare al cuore della malinconica narrazione) e una voce struggente,
passando ad arrangiamenti più sofisticati e musiche tra lo
spiritual-rock e le canzoni di strada,con testi più intimi.
Le prese di posizione poi si fanno più forti, i testi più
personali e lo stile si perfeziona:la chitarra è accompagnata
da altri strumenti (anche percussioni), le canzoni sono più
accese e sono presenti svariati virtuosismi ritmici, sempre restando
fedele alla regola della semplicità che è poi la sua
vera essenza. Con l’ultimo album arriva all’apice dell’equilibrio
stilistico, le canzoni sono commoventi e originali pur nella continuità
dei temi. Ogni singolo brano porta chiusa in sé un’esperienza
di vita e un calore che Tracy sprigiona con uno spirito che all’occorrenza
sa essere delicato ma forte, segnato ma non piegato, vivo. L’umanità,
la sensibilità e la verità dei sentimenti di Tracy
emergono in modo prepotente durante i concerti, nei quali la scenografia
è semplicistica e le sue emozioni percuotono il pubblico.
Esperienza indimenticabile. Per chi fosse interessato a conoscere
questa grande artista suggerisco come primo approccio Telling
stories (il quinto album), per i palati più sofisticati
invece suggerirei l’ultimo Let it rain.
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