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CUORE DI TENEBRA di JOSEPH CONRAD
L'ultimo libro, finito con qualche sforzo, è
stato Cuore di Tenebra (Heart of Darkness) di Joseph Conrad, che
ha richiesto impegno perché non è una lettura facile.
Se lo stato d'animo del lettore è quello di chi cerca un
libro d'avventura, ebbene la delusione può arrivare. Volendo
riassumere, il libro tratta dell'esperienza di un uomo, di nome
Marlow, navigatore nell'ambito delle esplorazioni coloniali operate,
all'inizio del XX secolo, dal Belgio di Leopoldo II nei territori
del Congo (ex-Zaire). Fino a qui niente di nuovo: non è,
infatti, nascosta l'influenza che una simile esperienza vissuta
da Conrad proprio in Congo ebbe sullo scrittore. Il fascino di Marlow,
come quello di Conrad, prende piede dal desiderio, di esplorare
"the blankest of blank spaces", ovvero quei territori
misteriosi e cupi, che non erano ancora stati raggiunti dai colonizzatori;
le atmosfere di conseguenza sono spettrali. Assistendo ad uno spettacolo
inquietante quale una danza rituale di una tribù locale ("turbinare
di membra nerissime"), Conrad, attraverso il discorso di Marlow,
definisce in maniera perfetta le sensazioni suscitate da tale visione.
La "cornice" della visione, la giungla, perde qualsiasi
caratteristica terrestre, ovvero ogni rapporto con ciò di
cui abbiamo possibilmente fatto esperienza. Sostiene Marlow che
"la mente dell'uomo può adeguarsi a qualunque cosa:
poiché ogni cosa si trova in lei, il passato non meno del
futuro", ma ogni ricerca è perduta in partenza, perché
è in noi molto più presente quella bestiale componente
dell'animo che la sua artificiosa negazione.
Giungo al "baricentro" del racconto: Mister Kurtz, un
dipendente della compagnia per la quale lavora Marlow, ormai da
tempo in Africa, che si occupa della cartografia di quei territori,
nonché della ricerca di avorio.
La sua figura rappresenta il vano e insensato tentativo della società
"occidentale" di omologare a se stessa tutto ciò
che sente come estraneo, senza chiedersi se lo sia o no. Non a caso
si parla di Kurtz come di un "santo e reietto della "civilizzazione"
del continente nero". Egli è venuto a contatto con la
vita selvaggia, libera, feroce, bestiale, delle popolazioni indigene,
che hanno fatto di Kurtz il loro idolo. Al momento dell'incontro
fra Marlow e Kurtz la situazione di apparente supremazia dei bianchi
è già terminata: il "cuore di tenebra" dell'Africa
ha ripreso il sopravvento. L'unica reminiscenza di Kurtz è
l'orrore provato davanti a tali spettacoli, e questa sensazione
lo accompagnerà fino al momento del trapasso.
Il diretto legame che questo libro mi ha suscitato con la storia
del presente è proprio riguardo al fatto di ciò che
è considerato civile e ciò che non lo è. Ovviamente
nessuno può stabilire un metro, neppure arbitrario: dovere
di chi veramente desidera capire è quello di essere aperto
a tutto, per non doversi poi pentire nel momento in cui si troverà
a fronteggiare situazioni fino a quel punto ritenute impossibili.
Giovanni Bazzoni, Liceo Scientifico SEVERI, Milano
I CONSIGLI DELLA REDAZIONE
Per chi volesse leggere altri libri di Joseph Conrad proponiamo:
L'agente segreto
La vicenda, ambientata nell'equivoco mondo dei terroristi, delle
spie, dei provocatori, con sottile tecnica di suspence poliziesca,
indaga nella realtà dei rapporti umani, improntati alla violenza,
alla sete di potere, alla sopraffazione.
Con gli occhi dell'Occidente
Il romanzo ha per tema il rivoluzionarismo russo. Per tutto il romanzo
s'insiste sulla "incomprensibilità" del mondo slavo,
sulla viscosità della sua psicologia: si parla di una sostanziale
mancanza di "lealtà", di cui rivoluzionari e oppressori
sono reciprocamente colpevoli.
Lord Jim
Lord Jim è una tragedia della viltà e della paura,
che si svolge nel mondo del mare: il protagonista, un ufficiale
idealista, commette una vigliaccheria abbandonando la sua nave durante
un naufragio e provocando così la morte di molti passeggeri.
Passerà il resto della vita soffrendone fino a quando riuscirà
a riscattarsi con una morte eroica.
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