DIALOGO NEL BUIO: UNA LUCE UN PO' SPECIALE

"Dialogo nel buio": così è intitolata l'esposizione inaugurata il 16 ottobre presso il Palazzo Reale di Milano. Una mostra insolita, nella quale si possono fare tutte quelle cose che nelle altre sarebbero impossibili.
Proprio così: è il primo salone che si può toccare, ascoltare, percepire attraverso l'olfatto, ma non osservare, se non tramite gli occhi dell'immaginazione. Occhi che noi "vedenti" non siamo capaci di sfruttare, di cui tralasciamo l'esistenza; occhi che diventano, però, indispensabili per tutti coloro che non hanno altra possibilità di vedere la realtà sensibile, per tutti coloro per i quali il mondo di colori e di forme, che per noi risulta così scontato, non può essere altro che oggetto di immaginazione. Tante sono le curiosità che i non-vedenti suscitano nella nostra mente: sono coloro che riescono a destreggiarsi in un mondo in cui, purtroppo, l'apparenza è tutto, senza essere in grado di percepire attraverso la vista l' ambiente che li circonda. Ebbene, questa "mostra" ci offre la grandiosa opportunità di intuire ciò che prova una persona che non può far uso della vista.
Accolti dagli organizzatori, disponibili e cordiali, ci si prepara ad entrare nel mondo dell' "oscurità". In gruppi di poche persone per volta, ciascuna dotata del bastone bianco, ci si immette in una serie di sale. Le prime stanze riproducono ambienti naturali, come possiamo riscontrare ascoltando i suoni e tastando le pareti, le superfici entro le quali ci moviamo; successivamente, dopo una gita al lago, si arriva in una città, e quindi si prende un caffè al bar per poi scambiare due chiacchiere. Sembrerebbe una cosa facile, se non fosse che il tutto avviene nella più totale oscurità, a tal punto surreale, che al primo impatto conferisce un senso di smarrimento e fa quasi paura. Ma a far da guida subentra l'unica persona in grado di cavarsela in questo ambiente, un non-vedente, che con la sua voce rassicurante, unico indizio da seguire per giungere alla fine del percorso, ci accompagna nell'incredibile viaggio. La guida ci accudisce come fossimo bambini che imparano a camminare: per lei tutto sembra facile, per noi ogni passo dà l'impressione di nascondere un pericolo. La voce diventa indispensabile perché noi non siamo in grado di orientarci, di capire le dimensioni della sala in cui ci troviamo, di comprendere la disposizione degli oggetti; ci si muove a tentoni sperando che prima o poi i nostri occhi si abituino al buio, svelandoci qualche contorno, ma ciò non avviene; proviamo sulla nostra pelle il disagio, l'impressione di incapacità per ogni millimetro che percorriamo, e solo la consapevolezza che nulla di male può accadere ci rassicura. Ci si scontra l'uno con l'altro, si chiacchiera con la guida, che ha imparato subito i nostri nomi e ci riconosce dalle voci; dopo poco prendiamo gusto e cominciamo a girovagare alla ricerca di qualcosa da toccare. La nostra accompagnatrice ci mostra delle cartine in rilievo e ci spiega come usare lo strumento adatto per la scrittura Braille. Ognuno si sente libero da ogni giudizio, ed esprime ciò che prova. Dopo una lunga passeggiata, si arriva nel bar, ognuno ordina ciò che desidera, paga e riceve il resto, sempre senza vedere nulla, con l'unico inconveniente di rovesciare lo zucchero fuori dalla tazzina di caffè!
Infine ci si accomoda e si tirano le somme; finalmente, raggiunta ormai grande confidenza con il resto del gruppo e con la guida, si possono rivolgere apertamente tutte quelle domande che sorgono spontanee: è difficile vivere in una città come Milano quando si è non-vedenti? È possibile andare in giro senza accompagnatore? Si può vivere da soli, e come? Si scopre che una persona cieca ha molte più possibilità di quante si pensi e può fare quasi tutto, con un po' di aiuto in alcuni casi. E' stata un'esperienza fantastica, meravigliosa, sbalorditiva, unica. Tra vedenti e non vedenti i ruoli si invertono, le barriere cadono. L'amicizia diventa spontanea, e, come si legge sull'opuscolo introduttivo al progetto, "il dialogo nel buio non vincolato dall'apparenza, dal giudizio e dalla discriminazione, s'innalza, rivelandoci la realtà di chi non vede, diversa, ma non meno intensa del nostro mondo iper-visuale che sembra fagocitare gli altri sensi".


Alessandra Giavarini, Liceo Scientifico SEVERI, Milano


I consigli della redazione

La mostra "Dialogo nel buio. Un percorso dove la tua guida è un non vedente" è aperta al Palazzo Reale di Milano fino al 16 Febbraio 2003. È obbligatorio prenotare la visita al numero di telefono 0289015330.
Sul sito http://www.dialogonelbuio.it/ si può effettuare una singolare visita virtuale.