"L'INTELLIGENZA SI PUO' MIGLIORARE": PAROLA DI REUVEN FEUERSTEIN
Lo sviluppo cognitivo con il metodo Feuerstein

“Il seme diventa pianta.
Nel seme tutto è scritto?
Chi guarda un albero ne vede l’origine e la storia.
L’incontro con la terra, il sole, l’acqua, l’uomo.
Chi guarda un essere umano cosa vede?”
Reuven Feuerstein

“L’intelligenza” è stata da sempre oggetto d’indagine e di essa si è cercato di individuare l’origine. Ma all’interno del dibattito scaturito da posizioni differenti sul valore e la natura dell’intelligenza, da Piaget a Vigostkij, si situa il pensiero di Reuven Feuerstein, psicologo israeliano, che, intorno al 1950, ha elaborato la teoria sulla “modificabilità cognitiva strutturale” che si avvale del P.A.S. (Programma di arricchimento strumentale), ora diffuso in tutto il mondo il cui scopo è migliorare la capacità di avere un pensiero autonomo, flessibile e aperto alle novità.
La proposta operativa di quest’ultimo si basa sulla convinzione della “modificabilità dell’individuo e sul ruolo nello sviluppo cognitivo dell’interazione tra chi si assume il ruolo di responsabile del processo di apprendimento e l’individuo che apprende”.
Feuerstein, allievo di Piaget, partendo dagli stadi evolutivi da questi individuati, ha elaborato una teoria rivoluzionaria basata sulla sostanziale plasticità dell’intelligenza a qualsiasi età e a partire da qualsiasi condizione.
Di grande valore formativo è stata l’esperienza che lo psicologo ha vissuto nel dopoguerra a contatto con i giovani ebrei sopravvissuti alla Shoah. Feuerstein rilevò che le capacità intellettive di questi ragazzi erano paragonabili a quelle delle persone normali senza alcun trauma alle spalle. Da qui la convinzione che “l’esperienza trasforma il cervello come il cervello trasforma l’esperienza”.
Alla luce dei suoi studi e delle sue esperienze è fondamentale il ruolo della mediazione realizzata attraverso il rapporto individuale genitore-figlio, insegnante-allievo. Chi ha fede nell’enunciato di Feuerstein, quindi nella modificabilità dell’intelletto, sentirà il dovere morale di intervenire sul ragazzo per condurlo in maniera sistematica sino ad una gestione autonoma della conoscenza.
Presente oggi in 23 paesi, il metodo pedagogico Feuerstein si è rivelato efficace ed universale: dagli scolari ai dirigenti d’azienda, dai malati di Alzheimer ai non vedenti, ai bambini affetti dalla sindrome di down.

Alessandro Laterza, Istituto BESTA, Milano

I CONSIGLI DELLA REDAZIONE

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