FRANCESCO GUCCINI, "un vecchio con la barba bianca: lui, la sua barba, ed il resto era vuoto”


Camicia rossa, barba bianca, chitarra: è così che sale sul palco Francesco Guccini al Forum d’Assago.
Saluta gli amici che in questa serata sono venuti a trovarlo, saluta i ragazzi che oggi non ci sono più ma i cui nomi campeggiano sugli striscioni. Comincia a parlare delle lettere che in centinaia gli spediscono, con la semplicità di sempre.
Presenta i suoi compagni il viaggio, al chitarrista Flaco Biondini è stata regalata la presenza di una bandiera argentina. Non ci sono effetti speciali o nebbie artificiali, tutto è naturale: Francesco, la chitarra e la “nostra” amica. Incomincia prendendo tra le braccia la chitarra e alle prime note un applauso scatta, e tutti insieme incominciamo a cantare "lunga e diritta correva la strada": è dal 1967 che tutti i concerti di Francesco incominciano su questi accordi, una canzone nata in una tre giorni di lutto a Pavana dopo la scomparsa di S.F., un’amica della band, che diventerà ben presto il sinonimo di tutti i nostri amici scomparsi. Tra una canzone e l’altra, come sempre, discute con noi, non è un monologo, è una discussione nata per caso, si parla di tutto; la tristezza e la morte, citando poeti come Gozzano che a vent’anni si sentiva già vecchio, lo scambio è intenso. In tutta la sua carriera artistica Francesco ha sempre parlato della morte come si parla della vita, con la passione sociale e politica con la quale affronta la storia.
Non mancano i temi dell’amore, dell’amicizia, o l’intenerirsi di un padre davanti la sua bambina donna, senza cadere mai nell’errore della retorica o del facile mielismo. Ripercorre tutti i suoi grandi pezzi con una continuità palese tra il nuovo Cd “Ritratti” e gli scorsi. Il filone, che possiamo definire storico-letterario, passa per grandi pezzi come Cyrano, Don Chisciotte e arriva fino a Cristoforo Colombo, nelle strofe del cantautore modenese raccontato come navigatore fiducioso di trovare un grande continente, che tuttavia si scontra con un Paese che ha della libertà forse soltanto la statua, la stessa che Silvia guarda con i suoi “limpidi occhi chiari”, ma per la quale “simboleggia solamente la prigione/ perché di questa piccola italiana ora l’America ha paura”.
Francesco canterà tutte le sue nuove canzoni ricordando le terribili giornate di Genova dove morì Carlo Giuliani. Quando si vide ripiombare la cittadina ligure nell’epoca medioevale in cui “archibugi” difendevano zone rosse e la gente sbeffeggiava i potenti della Terra stendendo la propria biancheria tra un carruggio e l’altro. Una partecipazione sentita per il nuovo pezzo sulla figura di Ernesto Guevara, un testo scritto dallo scrittore spagnolo Montalbàn, scomparso da poco. Versi completamente tratti dagli scritti del grande rivoluzionario sul quale Guccini aveva già scritto delle strofe nello scorso album.
A Francesco bisogna riconoscere l’abilità di affrontare grandi temi, come quello della religiosità, con una profonda semplicità che riesce a catturare l’attenzione delle nuove generazioni. Non sa Francesco se Dio esiste, non crede nella sua presenza, tuttavia si pone come ricercatore di un’entità non conosciuta, è la filosofia del “ tornate, domandate, insistete” del profeta Isaia che chiedeva "Shomér ma mi- llailah?" (Sentinella, a che punto è la notte?). Proprio perché “Dio è morto (...) ma noi tutti ormai sappiamo che se dio muore è per tre giorni e poi risorge”.
La critica politica non può mancare, ma non si pensi a Guccini come a un cantautore al servizio di un qualsiasi partito, in alcuni suoi versi rimprovera una certa sinistra qualunquista, come lui stesso scrive “e dico addio (…) a chi si dichiara di sinistra e democratico però è amico di tutti perché non si sa mai e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico ed è anche fondamentalista per evitare guai”.
Tutto il sogno di una sera si concluderà con il famoso ferroviere, caro a tante generazioni, accompagnato da una bandiera rossa sventolata come fiaccola di libertà. E noi tutti usciremo canticchiando fra i denti "E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito quanto tempo è ormai passato e passerà!".

Luca Stanzione, Istituto BESTA, Milano


I CONSIGLI DELLA REDAZIONE
Per conoscere meglio il cantautore modenese, oltre all'ultimo lavoro del 2004, Ritratti, è bene avere nella propria collezione di album Radici (1972), Stanze di vita quotidiana (1974), Via Paolo Fabbri 43 (1976), Signora Bovary (1987), Fra la via Emilia ed il West (1984) dal vivo, Quello che non... (1990), Stagioni (2000) e tanti altri... Per un rapido "riassunto" consigliamo la raccolta live del '98 Live Collection.
http://www.francescoguccini.it/francesco_guccini.htm è il sito ufficiale del cantautore, tuttavia non è aggiornatissimo e non si trovano i testi delle canzoni, anche se si possono scaricare i video di Francesco. Tutti i testi sono invece rintracciabili all'indirizzo http://www.geocities.com/guccini_99/, dove si possono trovare anche gli spartiti, i migliori file midi presenti sul web, molte foto, nonché le consuete informazioni relative a biografia, discografia ecc. Anche il sito
http://www.gndesign.it/guccini/ presenta diverse cose notevoli, molti file audio e video di materiali particolarmente "succosi" (per esempio un duetto Benigni-Guccini in rima o uno show del cantautore al dopo-Tenco del'93) e una sezione dedicata alle riflessioni di Guccini sui più svariati temi, dal Lambrusco al ruolo del cantautore, nonché un interessantissimo mini-saggio di Roberto Vecchioni sullo stesso Guccini.