IL SIGNORE DEGLI ANELLI

di Peter Jackson
con Elija Wood, Ian Holm, Christopher Lee, Liv Tyler, Cate Blanchett ecc.

Liberamente tratto dal libro di J. R. Tolkien, il film, primo di una trilogia, ha già ampiamente fatto parlare di sé, nel bene e nel male. Oltre ad essere una storia bella ed avvincente, ritengo possa contenere anche molti spunti di riflessione. Non a caso il protagonista, Frodo, è un hobbit, una delle creature più ingenue ed indifese della Terra di Mezzo, uno come tanti, uno come potrebbe essere ciascuno di noi. Sembrerebbe il meno adatto per portare l'anello del potere, una forza malvagia, creata dall'Oscuro Signore, capace di imprigionare chiunque sotto il proprio dominio, utilizzando lo stesso desiderio di potere di chi lo possiede. Eppure, a dispetto delle apparenze, è la semplicità di Frodo a renderlo perfetto per questa missione, perché lui solo, pur con le sue debolezze ed insicurezze, è in grado di resistere alle ingannevoli seduzioni dell'anello. Il suo compito è però molto difficile, troppo perché possa farcela da solo: ha bisogno di un aiuto, ha bisogno di una "compagnia". Non è una compagnia perfetta, è formata da "uomini" in carne ed ossa, ognuno con i suoi difetti, ognuno con le sue mancanze, ma uniti in vista di qualcos'altro, per uno scopo più grande e più importante delle inimicizie personali e degli odi di razza. Tanto è vero che un elfo ed un nano possono superare un'ostilità dovuta ad un pregiudizio razziale e diventare addirittura amici, accettandosi per quello che sono. Questa compagnia sembra mandata letteralmente allo sbaraglio in un mondo ostile ed ignoto, ma in realtà è sempre presente una guida, impersonata prima dal mago Gandalf e poi dal nobile guerriero Aragorn, discendente da stirpe regale. È Gandalf che spiega a Frodo, nelle tenebrose miniere di Moira, uno dei concetti fondamentali di tutto il film, riferendosi in particolare a Gollum, il viscido essere che possedeva l'anello prima dell'hobbit Bilbo, zio di Frodo. "Merita di morire! Eccome! Molti fra i vivi meritano la morte. E parecchi che sono morti avrebbero meritato la vita. Sei forse tu in grado di dargliela? E allora non essere troppo generoso nel distribuire la morte nei tuoi giudizi!"
Se anche i film possono insegnare qualcosa, penso che valga la pena tenere presente queste parole anche nella vita di tutti i giorni, anche senza anelli da distruggere ed orchetti da combattere, semplicemente per imparare ad essere un po' più umani.

Chiara Panzeri, Liceo Classico BERCHET, Milano


I CONSIGLI DELLA REDAZIONE

Le opere di Tolkien (Il signore degli anelli, Il silmarillion, Albero e foglia, Racconti incompiuti e Racconti ritrovati) sono pubblicate da Bompiani, a parte L'Hobbit, pubblicato da Adelphi
Chi volesse approfondire il significato dell'opera di Tolkien può leggere, oltre il saggio sulla fiaba dello stesso autore Albero e foglia, E. Lodigiani, Invito alla lettura di Tolkien, Mursia 1982, oppure il recente Tolkien il signore della fantasia, Frassinelli.
Il sito della società tolkeniana italiana è www.tolkien.it, quello della società madre inglese è www.tolkiensociety.org, mentre, sempre in lingua inglese, tre indirizzi utili, da cui accedere a tantissimi altri siti sul mondo di Tolkien sono http://www.tolkienonline.com/, http://tolkien.cro.net/ e http://onering.virbius.com/