LA STORIA
È il 1966: mentre i Rolling Stones cantano “Satisfaction”
e i Beatles “Michelle”, il gracilino giovanotto Jimmy
Page giunge infine a sostituire l’acclamato Eric Clapton
all’interno della band degli “Yardbirds” ormai
in crisi. Nel giro di breve tempo, comunque, gli sforzi del manager
Peter Grant e del nuovo chitarrista, ormai leader, di mantenere
unito il gruppo sfumano nello scioglimento della band.
Per
riprendere il lavoro iniziato da poco, Jimmy Page si mette alla
ricerca di nuovi elementi per la fondazione di una nuova band
dal nome molto originale di “New Yardbirds”. In questo
strenuo tentativo assiste ad un concerto degli “Hobbstweedle”
e rimane ben impressionato dal diciottenne cantante Robert Plant.
"Il solo ascoltarlo mi faceva sentire nervoso. A distanza
di anni, accade ancora: il suo canto è una sorta di gemito
primordiale".
Per la scelta del bassista la decisione è abbastanza semplice:
al sentire la notizia si fece avanti subito il bassista/arrangiatore
John Paul Jones il quale, oltre che con Rolling Stones e Donovan,
aveva già collaborato con Page. Il batterista, dopo un’opera
di convincimento fatta di quaranta telegrammi da parte di Grant,
acquistò il volto del vecchio amico di Plant, John “Bonzo”
Bonham, noto per la sua abitudine di foderare i rullanti e i tom
di carta stagnola per fare più rumore.
"Ci ritrovammo a suonare in una stanza", ricorda Page,
"e dopo poco ci rendemmo conto. Iniziammo a ridere per la
gioia o per la consapevolezza di quel che potevamo fare noi quattro
insieme".
La band è così al completo: dopo un tour sperimentale
in Scandinavia, il gruppo intuisce che non si può più
andare avanti sotto il nome di “New Yardbirds”. L’idea
di John Entwistle e Keith Moon (rispettivamente batterista e bassista
del gruppo “The Who”), che volendo sciogliere il loro
gruppo e fondarne uno nuovo con Page affermarono “Lo chiameremo
Lead Zeppelin (Zeppelin di piombo) perché se ne andrà
in alto come un fottuto aerostato di piombo”, fu utilizzata
per il nuovo complesso di Peter Grant e compagni. Il nome fu in
seguito modificato in “Led Zeppelin” per il suono
migliore del participio del verbo to lead.
Nel gennaio 1969 esce finalmente il primo cd, “LED ZEPPELIN”;
trenta ore di registrazione per 1782 sterline. È subito
successo soprattutto negli USA dove l’album entra nella
“top 10” e dove i Led in tournèe cominciano
a sperimentare il mondo delle rockstar, fatto, come allora era
solito, anche di alcool e di droga.
"…hanno miseramente fallito ogni tentativo di mantenere
il proprio comportamento entro i livelli minimi degli esseri umani…"
(Ellen Sander)
Sull’onda
del grandissimo successo, nell’ottobre dello stesso anno
esce “LED ZEPPELIN II”. Grazie alla sola canzone Whole
lotta love (oggi tristemente conosciuta, rimasterizzata,
come sigla di “Top of the Pops”), che diventa l’inno
degli adolescenti dell’epoca e dei soldati statunitensi
in Vietnam, i Led riescono a scalzare definitivamente i “rivali”
Beatles. Dopo queste prime fasi concitate della loro carriera,
il gruppo decide di concedersi un meritato riposo nel cottage
gallese di Bron - Yr - Aur dove, recuperati strumenti e atmosfere
celtiche, compongono “LED ZEPPELIN III” il loro album
folk. Dopo un così grande successo l’unica via ancora
non percorsa è quella che porta a oriente. In Giappone
il loro concerto è un evento nazionale. Invece in occasione
dell’esibizione al Cantagiro, i fan scatenati ingaggiarono
violenti contrasti con le forze dell’ordine. Conseguenza:
i Led Zeppelin da allora non sono più venuti nel nostro
Paese.Nel 1971 viene pubblicato il loro capolavoro “LED
ZEPPELIN IV”. Le canzoni incluse in questo cd, come Black
Dog, Rock and Roll e il loro capolavoro Stairway
to Heaven sono pietre miliari nella storia del Rock. "Siamo
i più grandi del mondo, i migliori in assoluto, ma nessuno
lo sa! Bisogna fare qualcosa!"
In seguito a queste parole di Bonham e in concomitanza con l’uscita
dell’album “HOUSES OF THE HOLY”, nel 1973 i
Led cominciano l’ennesima tournèe negli USA. Il successo
è talmente imponente che i membri della band si ritrovano
in uno stato di prostrazione psicofisica che li porta ad un’assunzione
sempre più massiccia di eroina. Seguono nel 1975 il doppio
“PHISICAL GRAFFITI” e “PRESENCE”; di quest’ultimo
è da segnalare il testo del blues “Nobody’s
Fault but Mine” che probabilmente vuole essere un esame
di coscienza. L’anno seguente pubblicano il loro film “THE
SONG REMAINS THE SAME”. Nel 1978, dopo la sconvolgente morte
del figlio di Plant, esce “IN THROUGH THE OUT DOOR”.
Arriva il 1980: la band si ritrova a pianificare un tour negli
USA. Ed è in uno di questi incontri che viene trovato morto
il batterista John Bonham. La morte viene ricondotta all’assunzione
di un miscuglio fatale di alcool ed eroina.
"…La perdita del nostro caro amico e il rispetto nei
riguardi della sua famiglia, oltre al senso di unità che
abbiamo sempre sentito, ci hanno indotto a decidere di non proseguire
la nostra attività…" è il comunicato
stampa firmato “Led Zeppelin”.
LE CANZONI
La
musica dei Led Zeppelin, all’ascolto, è ricca di
cambiamenti, di contrasti, che molto spesso creano un pathos che,
sinceramente, ho raramente riscontrato altrove (canzoni come Babe,
I’m gonna leave you ne sono un esempio). Inutile dire
che non si può affermare di conoscere i Led senza aver
mai ascoltato Stairway to heaven, Whole lotta love,
Black dog, Since I’ve been loving you,
Dazed and Confused caratterizzate dal rock-blues dell’inizio
carriera. In seguito la band elabora un rock contaminato da elementi
di musica orientale, di cui Kashmir è il prodotto
più evidente.
Per chi vuol farsi un’idea, non molto tempo fa sono usciti
i due album, “EARLY DAYS” e “LATTER DAYS”,
nei quali sono raccolti i più grandi successi della band.
A chi non ha mai sentito i Led Zeppelin consiglio il primo. Chi
invece li ascolta già da tempo non può lasciarsi
sfuggire il triplo cd dei concerti in California “HOW THE
WEST WAS WON”. Tre ore di rock “pompatissimo”,
un pizzico di blues e folk, assoli interminabili, registrati nel
momento di massimo splendore della band. Per la serie: “Come
spendere al meglio 27 euro” (almeno per i cultori del genere).
Andrea Caslini, Liceo Classico BERCHET, Milano
I consigli della redazione
Per gli appassionati un testo da leggere
assolutamente è Stephen Davis, Il martello degli dei.
La saga dei Led Zeppelin, ed. aggiornata 2002, I Classici
Arcana.
In rete sono parecchi i siti dedicati al grande
gruppo inglese. Eccone alcuni:
http://www.led-zeppelin.com/
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Led? Nessun
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I’m Gonna Leave You”,
“Communication Breakdown”, “Black Dog”,
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mura del Roxy Bar
dove svariati gruppi musicali provenienti da ogni dove, italiani
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autografi, videoclips, audio files e una galleria fotografica
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chiunque. Se sei alla ricerca di un gruppo rock, sei sul sito
giusto.
www.ledzeppelinclub.it
è il sito ufficiale del Led Zeppelin Club Italia: vi si
possono trovare, oltre alla biografia e alla discografia, una
ricchissima galleria d’immagini, i testi di tutte le canzoni
del gruppo, ordinate sia cronologicamente per album, sia alfabeticamente,
nonché le relative tabulazioni scaricabili in formato ZIP,
la traduzione e una breve analisi, articoli, interviste, recensioni
e opinioni dei fans, una bibliografia e una filmografia, curiosità
e link ulteriori, la lista della cover fatte dai Led Zeppelin
e quella delle riproposizioni di loro brani da altri gruppi, materiale
non ufficiale scaricabile come mp3 ecc.