DONNE INVISIBILI

Per molte generazioni la donna ha cercato in tutti i modi di conquistare uno stato di parità e di uguaglianza sia nel sociale che nel mondo lavorativo. Purtroppo, con risultati poco soddisfacenti. Dove la donna della società contemporanea ha provato ad affermarsi ha incontrato, anche solo lievemente, situazioni di discriminazione e di sfruttamento, che hanno impedito e ,che ancora oggi impediscono, la sua completa emancipazione.
La donna lavoratrice può essere definita il “sostegno invisibile delle economie”, come scrive S.Pocchettino nelle Nuove Geografie del 2001. Dato che le donne “svolgono i due terzi del lavoro mondiale”. Nonostante questa incontestabile verità, il loro prezioso ed insostituibile lavoro, che in molte aree si estende ad interi settori, viene vanificato, perché considerate poco redditizio o addirittura improduttivo. Ci riferiamo soprattutto ai “lavori domestici e alla produzione di generi alimentari destinati all’autoconsumo” che, come sottolinea il brano tratto dalle Nuove Geografie, vengono sottovalutati o addirittura mascherati.
Secondo un’indagine recente delle Nazioni Unite, se questi lavori venissero considerati nel calcolo del PIL, potrebbero portare il prodotto mondiale ad una crescita del 20-30%. Purtroppo, e’ una realtà assai diffusa, che proprio durante queste attività si verifichino i primi casi di discriminazione e di “degrado dello status sociale originario della donna”. Infatti, in molte aree povere, soprattutto quelle montuose e rurali, la donna arriva a lavorare fino a 25 ore in più rispetto agli uomini: svolge così una doppia attività lavorativa, resa ancora più gravosa perché svolta senza l’aiuto di apparecchiature specifiche e doppiamente non retribuita. Altri casi di sfruttamento si possono osservare per quanto riguarda la violazione dei diritti sociali e morali, attraverso l’utilizzo della donna come oggetto sessuale. Queste sconcertanti informazioni sono supportate dai numeri; infatti esistono “quattro milioni di donne e bambine vendute ogni anno come merce qualsiasi” come specifica M. Politi nella Repubblica del 2003.
Alcuni potrebbero affermare che, rispetto al passato, le donne sono riuscite ad emanciparsi in maniera adeguata, sia nella vita quotidiana che nel lavoro, grazie ai diari e alle informazioni delle statistiche. L’Espresso del 1994 fornisce novità salienti su questa ipotetica conquista di posizione delle donne.
Infatti afferma che “negli ultimi vent’anni in tutti i paesi OCSE si e’ registrato un aumento della percentuale delle donne che entrano nel mondo del lavoro” inoltre secondo un estratto della Guida del Mondo del 1999/2000 “in molti paesi le donne entrano in modo sempre maggiore in aree riservate esclusivamente agli uomini”. In un brano tratto dai “Libri” del 1998 vengono enfatizzati diari che documentano miglioramenti nella vita sociale delle donne; come l’aumento del 20% della speranza di vita, il raddoppio dell’alfabetizzazione, l’utilizzo di anticoncezionali che di conseguenza hanno portato una maggior libertà di scelta ed un’ ipotetica emancipazione.

Giulia Villa, Istituto BESTA, Milano

I consigli della redazione:

Ecco un sito sui diritti delle donne, sulle donne nel mondo e tutti gli avvenimenimenti e gli eventi che le riguardano: http://www.womenews.net/spip3/
Il sito dell'AIDOS, Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo è http://www.aidos.it/
Un sito che parla della reale condizione della donna e della negazione dei suoi diritti è http://www.ilcorpodelledonne.net/




















 

 

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