POLITICHE
2006: QUASI UN PAREGGIO
Italia divisa a metà, questo il titolo
stampato sui più importanti quotidiani italiani il giorno
dopo lo spoglio elettorale.
I risultati delle ultime elezioni politiche svoltesi il 9-10 Aprile
hanno dato “vincente”, anche se per poco, l’UNIONE:
CAMERA: con un divario di appena lo 0,066 %: CDL 49,739 % (277 seggi)
– UNIONE 49,805% (340 seggi);
SENATO: con un divario di appena l’1,3%: CDL 50,20% (155 seggi)
– UNIONE 48,90% (154 seggi).
Con l’aggiunta degli italiani votanti all’estero, il
risultato per il Senato è diventato:
CDL (156 seggi) - UNIONE (158seggi).
Dal
2001 sono avvenuti numerosi cambiamenti:
· Il terrorismo, che ha messo in crisi la convivenza pacifica
tra le varie civiltà;
· L’introduzione dell’euro, con vantaggi ma anche
svantaggi, perché il “change-over” (passaggio
lira-euro) non è stato in nessuna parte dell’Europa
(e tanto meno in Italia) totalmente indolore;
· Il prezzo del petrolio è raddoppiato ed è
ancora in continuo aumento.
I principali punti dei programmi elettorali presentati dalle due
opposte forze politiche erano:
per la CDL:
· Realizzazione
di un piano di riforme e modernizzazione del Paese;
· Consolidamento del ruolo da protagonista, dell’Italia,
nella politica estera;
· Ammodernamento e digitazione della pubblica amministrazione;
· Creazione di opportunità di lavoro soprattutto per
giovani e donne;
· Aumento della sicurezza dei cittadini;
· Aiuto e sostegno alla famiglia, con l’introduzione
del quoziente familiare;
· Realizzazione delle grandi opere e valorizzazione dei beni
culturali;
· Sostegno alle piccole imprese (motori del nostro sviluppo
economico);
· Introduzione di un programma di edilizia per chi necessita
di una casa;
· Riduzione delle tasse ai cittadini.
per l’UNIONE:
· Sicurezza: più agenti per il controllo del territorio,
meno agenti in ufficio o alle scorte, lotta serrata alla criminalità
organizzata;
· Regolare l’immigrazione, programmare i flussi d’ingresso,
contrastando l’immigrazione clandestina, aumentando le pene
per trafficanti e sfruttatori d’immigrati;
· Meno evasione: nessun condono, regolarizzazione del lavoro
nero;
· Rilanciare e rafforzare il processo d’integrazione
in Europa;
· La pace come punto di riferimento;
· Finanziare la cultura, per far ritornare l’Italia
ad essere la nazione capitale della cultura;
· Aumento delle buste paga e diminuzione dei costi delle
imprese, riducendo i contributi previdenziali;
· Maggiore stabilità nel lavoro, rendendo più
omogenei i contributi su contratti a progetto e su quelli a tempo
indeterminato, così da equiparare il costo del lavoro precario
a quello del lavoro stabile;
· Investire sulla scuola per aumentare la qualità,
ridurre i costi per l’educazione scolastica, favorendo la
valorizzazione dei talenti;
· Sostegno alle famiglie in relazione al reddito; sostegno
in denaro per i figli fino ai 18 anni; costruzione di nuovi asili;
· Introduzione di un fondo di garanzia per i mutui alle giovani
coppie; riduzione della tassazione degli affitti.
Le principali cause di questo improvviso risultato sono:
- L'introduzione del nuovo sistema elettorale da parte della CDL,
il sistema proporzionale, secondo il quale non si votano più
i singoli candidati, ma si votano i vari partiti che, uniti in coalizioni,
hanno portano alla vittoria della sinistra.
Se fosse stato mantenuto il sistema maggioritario, non ci sarebbe
stato il premio di maggioranza, (la coalizione che ottiene più
voti, riceve più seggi) e quindi i seggi avrebbero potuto
essere in parità tra CDL ed UNIONE
- L’introduzione di candidati, da parte di partiti di sinistra,
quali Luxuria e Velena, che hanno portato ad una votazione da parte
della popolazione omosessuale italiana in favore della sinistra.
- I dibattiti politici durante tutto il periodo elettorale, anzitutto
i “Faccia a Faccia” tra Prodi e Berlusconi, candidati
delle coalizioni di Centro-Destra e di Centro-Sinistra, hanno portato,
soprattutto durante l’ultimo dibattito, ad una incomprensione
da parte degli elettori incerti che, in gran numero, hanno dato
la loro preferenza alla coalizione di sinistra in quanto si sono
sentiti offesi dalle parole, mal comprese, dell’ex Presidente
del consiglio Silvio Berlusconi.
Questi fatti, accaduti durante tutto il periodo elettorale, presi
singolarmente non avrebbero fatto temere nulla alla CDL, ma, globalmente
( come è avvenuto in questa elezione), hanno portato ad una
“vittoria”, seppure di pochi voti, dell’Unione.
Gianluca Segreto, Istituto BESTA, Milano
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