UN ALBERO PER RICORDARE

In occasione delle manifestazioni della “Giornata della memoria” dell’esodo degli Istriani, Fiumani e Dalmati l’Assessorato all’Istruzione della Provincia di Milano ha preso l’iniziativa di piantare un albero, a ricordo di tale esodo, in un giardinetto dell’Istituto Besta. A tale cerimonia ha partecipato il ministro delle politiche agricole, on. Gianni Alemanno, e la redazione dell’oblò ne ha approfittato per rivolgergli alcune domande.

l’oblò: Qual è il senso di una “giornata della memoria dell’esodo degli Istriani, Fiumani e Dalmati”?
Alemanno: È la volontà di ricordare una delle più grandi tragedie che il nostro popolo ha subito: la tragedia delle foibe, una vera e propria pulizia etnica contro gli italiani, operata dai partigiani titini, che hanno letteralmente rastrellato e svuotato intere aree del territorio nazionale. Gli italiani che sono stati “infoibati”, torturati e talvolta gettati nelle foibe ancora vivi, sono stati migliaia, un così grande numero che ancora oggi non è chiaro quanti siano stati gli “infoibati”. Si tratta di una grande tragedia che ha fatto da preludio a quella degli esuli che hanno dovuto abbandonare l’Istria e la Dalmazia, perché questi territori furono tolti all’Italia dal trattato di pace, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947. Questa giornata nasce quindi dal desiderio di ricordare l’enorme sacrificio che fu fatto dagli italiani per rivendicare la loro identità.

l’oblò: Perché a una manifestazione culturale partecipa Lei e non il Ministro della Pubblica Istruzione o qualche suo sottosegretario?
Alemanno: Questa non è una manifestazione propriamente culturale, è una manifestazione identitaria, una manifestazione per l’identità degli italiani, che vuole promuovere un “giorno della memoria”. Tutti i ministri sono ugualmente coinvolti, perché l’identità e la memoria riguardano tutti i settori, e, d’altra parte, l’agricoltura è un settore che si occupa molto d’identità e di memoria, quindi mi sembra anche giusto partecipare.

l’oblò: Secondo Lei, qual è il livello di conoscenza di questi fatti nella scuola italiana?
Alemanno: È molto basso, perché in realtà nei libri di testo per lungo tempo l’olocausto delle foibe è stato dimenticato, così come è stata sottovalutata la tragedia degli italiani dell’Istria e della Dalmazia che sono stati costretti all’esilio. Negli ultimi tempi questi argomenti sono stati recuperati e sono stati introdotti nei libri di testo, ma è necessario istituire una “giornata della memoria” per ricordare questa terribile tragedia, che ha coinvolto gli italiani: non ci sono olocausti di serie A e di serie B, bisogna ricordare tutte le grandi tragedie del nostro popolo.

l’oblò: Potrebbe darci dei chiarimenti sul problema delle “quote latte”, che qui in Lombardia si sente molto, visto che la protesta ha già bloccato diverse volte la Tangenziale Est di Milano?
Alemanno: Le “quote latte” sono un modo con cui l’Unione Europea regolamenta la produzione del latte. Purtroppo quando furono istituite, all’inizio degli anni ’80, il governo italiano d’allora fece un errore di calcolo e non tutti gli allevatori dichiararono la loro effettiva produzione. Il risultato è stato che la nostra quota nazionale è nettamente inferiore al fabbisogno: anche oggi, nonostante vi sia stato un incremento, la nostra quota è pari al 56% circa del nostro consumo di latte. Di fronte a questa situazione si sono verificati anche dei comportamenti irregolari da parte di alcuni allevatori, che hanno prodotto più della loro quota individuale. Questo ha generato due problemi: da un lato una produzione più bassa del necessario, dall’altro le multe che l’Unione Europea ha dato a questi allevatori. Noi stiamo cercando di ottenere l’aumento di questa quota nazionale e contemporaneamente di spiegare agli allevatori che è sbagliato produrre più di quanto previsto dalla quota, in modo che tutti si allineino ai regolamenti europei.

l’oblò: Qual è la sua posizione sugli OGM (organismi geneticamente modificati)? Coincide con quella di tutto il governo?
Alemanno: Io sono su una posizione di estrema prudenza sull’utilizzo degli OGM in agricoltura: questo perché l’agricoltura si fa in campo aperto ed è facile avere delle contaminazioni fra produzioni OGM e non OGM. Nel campo alimentare o dei prodotti confezionati è presente l’etichettatura, per cui il consumatore può scegliere, mentre questo non avviene in agricoltura, dove tutto corre il rischio di contaminarsi. Perciò sono molto prudente e sostanzialmente contrario all’introduzione degli OGM nelle nostre produzioni agricole. I miei colleghi di governo non sono i ministri dell’Agricoltura, quindi hanno impostazioni diverse, di carattere medico o scientifico, però tutto il mio partito e molti colleghi di governo sono contrari come me all’introduzione degli OGM nell’agricoltura.

l’oblò: Al vertice di Cancun molti paesi del cosiddetto Terzo Mondo hanno chiesto la liberalizzazione del commercio agricolo. Come intende rispondere a questa richiesta l’Unione Europea?
Alemanno: La nostra posizione è quella di accettare parzialmente queste richieste, perché se si liberalizzasse totalmente il commercio agricolo il risultato sarebbe che l’agricoltura si sposterebbe solo nei paesi in via di sviluppo, mentre nei paesi cosiddetti sviluppati, in Europa, finirebbe per scomparire. Questo sarebbe un danno sia per l’Europa, perché l’agricoltura non è soltanto produttrice di merci, ha anche degli aspetti positivi per l’ambiente, per la sicurezza alimentare, sia ma anche per gli stessi paesi in via di sviluppo, che vedrebbero i loro territori trasformati in immense piantagioni con grande utilizzo di lavoro minorile e con grande sfruttamento dei lavoratori. Quindi bisogna mantenere un equilibrio, perché tutti i popoli della terra hanno diritto alla loro agricoltura.


 

 

 


 

 



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