UNA PROVOCAZIONE DALL'ISLAM ITALIANO: LA RISPOSTA DI POLITICI E DI STUDENTI

La questione che in questo periodo ha suscitato scalpore fra politici e religiosi è quella del velo islamico. I coinvolti in questa vicenda, che dura ormai da giorni, oltre ad essere le cittadine italiane, sono l’onorevole Daniela Santanchè di Alleanza Nazionale e Ali Abu Shwaima, l’imam della moschea di Segrate.
Tutto ha inizio da un’affermazione dell’onorevole, che rivendicava la non obbligatorietà del velo per le donne islamiche in Italia, in quanto il velo non è un simbolo religioso, e perchè il Corano non contiene l’obbligatorietà del volto coperto. Come risposta all’affermazione dell’onorevole, l’imam ha controbattuto così : “Lei è un’ignorante, è falsa”, “lei semina l’odio, è un’infedele “. Accuse pesantissime, che tradotte in termini coranici implicherebbero la condanna a morte dell’onorevole Santanchè. Ma l’imam ha continuato con altre aspre accuse: “Non è vero che nel Corano non ci sia l’obbligo del velo. Io sono un imam e non permetto a degli ignoranti di parlare di Islam. Voi siete degli ignoranti di islam e non avete il diritto di interpretare il Corano”. La Santanchè ha poi ricordato, in un’altra trasmissione televisiva, che il velo non è mai un simbolo di libertà, aggiungendo che in Italia c'è “la legge 152 del 1975 che vieta, per ragioni di terrorismo, di andare in giro mascherati”. Dopo tali accuse, minacce e affermazioni intimidatorie di morte, l’onorevole di AN è stata messa sotto scorta, anche dopo aver affermato di non avere paura per la sua incolumità. Successivamente, rivolto all’altra ospite negli studi di Sky a Roma, Dunia Ettaib, rappresentante dell’Unione delle donne marocchine in Italia, caparbiamente contraria al velo, Abu Shwaima ha sentenziato con un italiano approssimativo, quasi la dimostrazione della difficoltà di integrarsi per un integralista che risiede da circa 40 anni nel nostro Paese: “Il velo è una legge che Dio ha mandato. È Dio che lo dice, l’uomo non può negarlo. Se uno crede nell’Islam lo segue. Senza essere uno che non crede, di dire che non lo deve portare”. In uno scambio di battute non andato in onda, Dunia ha chiesto all’imam se le donne che non credono che il velo sia un obbligo imposto da Dio siano considerate miscredenti, ovvero coloro che accettano solo in parte, o in modo diverso da come una religione le insegna, le verità della fede, o delle apostate, ovvero chi commette apostasia, cioè abbandona totalmente e pubblicamente la propria religione o dottrina: questo è l’esempio di un’altra accusa che si trasformerebbe nella condanna a morte.
Il velo è uno strumento di sottomissione della donna all’uomo, che porta alla formazione di uno comunità islamica; per evitare che ciò avvenga è importante salvaguardare il diritto delle donne musulmane a non portare il velo, sostenendo quella maggioranza di musulmane che oggi è sostanzialmente laica e liberale. Diverse le reazioni dei ministri: il ministro per le pari opportunità Barbara Pollastrini, dei DS, afferma: “Voglio che il signor Shwaima sappia che in Italia non sono accettabili minacce ,intimidazioni e condanne; Santanchè ha espresso il proprio parere sul velo e su un versetto coranico, noi siamo un Paese democratico e pretendiamo da chi vi è stato accolto il rispetto dei principi di libertà di opinione e di scelta delle persone”. Secondo il ministro la cittadinanza italiana deve essere subordinata alla condivisione di regole comuni che vedano quella del rispetto della donna essenziale e centrale. Anche Fausto Bertinotti, attuale presidente della Camera, condanna le parole dell’imam, dichiarando che da episodi come questo si capisce come si debba condannare tutto ciò che concorre a favorire conflitti di religione e di civiltà. Anche l’ex ministro della Giustizia, ora presidente dei senatoridella Lega, Castelli, dichiara che presenterà un disegno di legge che preveda la reclusione per chi minaccia. Gasparri, di AN, chiede invece che l’imam di Segrate venga espulso dopo esser stato messo in carcere. Casini (UDC) si augura invece che le autorità italiane prendano i provvedimenti necessari senza alcuna paura. Tutto ciò per dire basta a questa repressione che impone alle donne musulmane sottomissione e la totale assenza dei diritti; entrambi elementi fondamentali per vivere civilmente in un paese democratico come il nostro.
La realtà di cui tutti dovrebbero prendere atto è la negazione della libertà delle donne islamiche, che, prive di ogni diritto, vengono uccise se sorprese a volto scoperto. Questa è la realtà di cui dovrebbero rendersi conto anche i politici di destra e di sinistra che hanno legittimato il velo islamico sulla base del buonsenso, o se ne sono addirittura innamorati perché sarebbe esteticamente bello. I magistrati hanno accreditato nel nostro codice laico, con una sentenza definitiva, il velo come una prescrizione islamica; i religiosi cattolici che dicono sì al velo islamico propongono il compromesso: purché non si metta in discussione il sì al crocifisso nella sfera pubblica, e purché le donne italiane risultino indifferenti alla sorte delle donne musulmane.
Secondo il parere di semplici persone che l'avvenimento hanno potuto seguire alla televisione o sui giornali, si può concludere come il fatto del velo, e con ciò si sottintende anche la scelta della religione, sia strettamente personale, e che comunque, l'imam sia stato troppo estremista ed eccessivo.

Qui sotto sono riportate le interviste ad alcuni studenti:

l'oblò: Cosa ne pensi della frase dell’Imam di Segrate e dello scontro successivo con il deputato Daniela Santanchè?
Andrea: “Penso che l’Imam abbia completamente sbagliato. Non si sarebbe neanche dovuto permettere di dire una cosa del genere. Qui siamo in Italia e chi vuole può seguire i nostri usi e costumi, ma chi non ha intenzione di farlo, non ha neanche il diritto di chiedere di seguire le usanze del suo paese; secondo me questa è una regola che dovrebbero seguire tutti quelli che decidono di trasferirsi in un’altra nazione, a prescindere dalla cultura a cui si appartiene. Credo anche che la signora Santanchè abbia fatto benissimo a reagire, andando a favore di tutte la donne, perché è ora che noi italiani iniziamo a difendere i nostri diritti che, di questo passo,se nonfacciamo sentire la nostra voce, saranno presto calpestati dal volere dei musulmani più integralisti.”
Anna: “Credo che a questa vicenda sia stato dato un peso troppo eccessivo. Ormai in televisione gli scontri sono all’ordine del giorno. Secondome si è voluta enfatizzare una banale discussione per creare un po’ di scalpore. Sinceramente credo che i veri problemi stiano da un’altra parte, ma nessuno vuole aprire gli occhi!”
Marco: “Credo che innanzitutto si debba capire che quella frase è frutto di un musulmano integralista, e che quindi non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Sono convinto che non tutti la pensino come lui. Io conoscomusulmani che si sono integrati benissimo, che rispettano la nostra cultura e che allo stesso tempo seguono la loro religione. Mi hanno anche spiegato che loro non condividono il comportamento dell’Imam di Segrate, perché nonfa altro che mettere gli uni contro gli altri, cosa che loro non vogliono assolutamente, dato che si considerano prima italiani e poi musulmani.
Dello scontro penso che sia stata una reazione naturale. Penso però che mettere sotto scorta alla signora Santanchè sia stato un po’eccessivo.”
Ilaria: "Io penso che il velo sia una prerogativa della cultura islamica anche se non credo sia giusto farlo portare alle donne; ma è un altro discorso se il velo lo dovessimo portare anche noi, visto che non fa parte della nostra cultura, che ci dà la possibilità di essere liberi, e quindi non sottomessi, per cui è impossibile realizzare quest'idea espressa dall'imam."
Paolo: "Per ideologia, e per pensiero sono contro il velo in tutti i casi, ma lascio comunque spazio alle persone(donne) che lo vogliono portare (anche se penso che molte di queste siano obbligate), ma solo a condizione che si possa riconoscere il viso, appunto per questioni di sicurezza e maggiormente in questo periodo di paura per gli attacchi terroristici."
Sonia: "Penso che l'opinione religiosa sia personale e che quindi deve essere personale anche la scelta del velo; il fatto è che l'imam per me si è sbilanciato un po' troppo e che ha imposto o preteso un'autorità che non gli spettava, mentre l'onorevole Santachè ha preso giustamente la parola per controbattere a delle frasi che andavano contro la libertà e i principi del nostro popolo Italiano".

Martina Calcerano, Laura Lavecchia, Sara Lombardi, Silvia Sclavi, Istituto BESTA, Milano

I consigli della redazione

La distinzione fra i vari tipo di velo diffuso nel mondo la si può trovare all'indirizzo
http://it.wikipedia.org/wiki/Tipi_di_velo_islamico. Un'esauriente documentazione sul dibattito in merito al velo è reperibile sul sito del vaticanista dell'Espresso Sandro Magister: http://www.chiesa.espressonline.it/dettaglio.jsp?id=7016. Può essere uitile anche http://www.giovani.it/news/societa/velo_islamico.php.

Per chi volesse sentire direttamente la voce del mondo islamico, consigliamo i seguenti siti: http://www.islamitalia.it/ (molto ricco e abbastanza equilibrato), http://www.islam.it/ (sito del Centro Islamico di Milano e Lombardia, offre testi e documentazione sull'Islam), http://www.shia-islam.org/ (è il sito dei Musulmani italiani seguaci della scuola sciita e contiene descrizione, norme, principi dell'Islam sciita, maggioritario in Iran e in Iraq), http://www.cestim.it/02.islam.htm (è la ricchissima scheda dedicata all'Islam e alla cultura araba nel sito del CESTIM,Centro Studi Immigrazione onlus), mentre all'indirizzo http://www.sufi.it/ si può approfondire la spiritualità sufi, una componente importante della religione mussulmana.
Utile può essere la lettura di questi testi: Giorgio Paolucci e Camillo Eid (a cura di), Cento domande sull'Islam. Intervista a Samir Khalil, pubblicato da Marietti (euro 13); Franco Cardini, Europa e Islam. Storia di un malinteso, uscito nel 2001 per Laterza (euro 9). Analizza invece la spesso drammatica situazione dei convertiti dall'Islam al Cristianesimo il libro di Giorgio Paolucci e Camille Eid, I cristiani venuti dall'Islam, pubblicato da PIEMME (euro 12). Per una prospettiva "interna" si può leggere L'Islam spiegato ai nostri figli (Bompiani, euro 6,20), di Tahar Ben Jelloun, il noto scrittore marocchino autore del fortunato Il razzismo spiegato a mia figlia.
Le controverse tesi di Samuel Huntington sul conflitto fra culture e civiltà si possono leggere in Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale, ripubblicato nel 2003 nella collana Elefanti Saggi della Garzanti (euro 13). Interessante per un approccio letterario è l'antologia curata da Valentina Colombo e pubblicata da Mondadori, L'altro Mediterraneo. Antologia di scrittori arabi del Novecento.


 

 

 



 


 

Svegliamoci!

La vera via d'uscita dalla crisi economica sono i giovani

Giovani alla cieca

Lavoro: la missione impossibile

Steve Jobs: the Apple's genius

Donne invisibili

Celebrati i centocinquant'anni di Italia... ma di cosa?

Avanti la prossima: la donna tra emancipazione e sottomissione

Ampliamo le frontiere della tolleranza

Differenziamoci!

The "Google guys": i due cofondatori di Google

Michael Jackson: il coraggio di vivere oltre il limite

La donna nella cultura islamica: oggetto o persona?

Si è spenta una stella nel firmamento della moda
La scomparsa di Alexander McQueen

Arminio: dopo duemila anni ancora simbolo dell' orgoglio del popolo germanico

La spesa italiana: occhio ai prezzi

Nuovi culti, nuove chiese, nuovo spirito...

Il caso Eluana Englaro: avrà mai fine?

EJC: una settimana all'insegna della giocoleria

Il dio egoismo

La rivolta delle banlieues

Il Natale è morto
Dopo Gesù, anche il Natale ha raggiunto i suoi cari

La resistenza della parola scritta

La comunicazione del terzo millennio

Il "suicidio" dell'italiano

Essere ciò che non si è: bullismo al femminile

Antidoping a scuola: esagerazione o reale esigenza?

Global warming: sintomo di un pianeta che muore

Ecosostenibilità ed inquinamento: Italia, Europa e mondo intero contro la propria salute

Il bullismo: fenomeno diffuso o allarme esagerato?

E' questione di salute!

Giovani! Attenti alla pedofilia

Libertà di espressione: l'Islam dice no!
Dodici vignette provocano guai a Danimarca e Norvegia, prima, all'Europa, poi

Putin e il suo impero: c'è ancora democrazia in Russia?

Protesta e civiltà

Amal: una speranza in Palestina

A proposito di Resistenza

Storia: vera o falsa? Di' la tua

Musica da Internet: pro e contro

L'immigrazione ieri e oggi

Un albero per ricordare
Intervista al ministro Alemanno

Croce, crociate e crocifissi: errata corrige!

Croce, crociate e crocifissi

Un premio per l'Oblò!

Punti di vista - Points of view ... una favoletta

Individualità concorda con globalizzazione?

Europa, ONU e altro ancora
Intervista al deputato europeo Claudio Martelli

La Giornata della Memoria: una riflessione

Globalizzazione e dintorni

Clonazione teraperutica... alcune considerazioni