AMPLIAMO
LE FRONTIERE DELLA TOLLERANZA
«Più tardi, in una società
migliore, qualcun altro, fatto come me, certamente si mostrerà
e agirà liberamente» diceva Kafavis.
Chissà come sarebbe deluso se potesse venire a sapere che
in Italia ancora si pensa che se venissero riconosciuti i matrimoni
gay l’istituzione della famiglia si sgretolerebbe come fosse
cenere; e che l’istituzione matrimoniale sarebbe violata e
perdesse di valore.
Ormai
in molti paesi è passata la legge che conferisce a tutte
le coppie (omossessuali e eterosessuali) gli stessi diritti e che
riconosce l’unione gay.
In Italia non è ancora stato possibile.
Forse è questa chiesa che, così rigida, è ancora
limitante; ma la domanda sorge spontanea: cosa significa famiglia?
Famiglia è vivere tutti sotto lo stesso tetto? Chi si sposa
ama di più? Ama davvero? Ha più diritti di chi sceglie
di non sposarsi? O forse è lecito e doveroso considerare
famiglia due persone che si amano e si rispettano, senza indagare
o soffermarsi sui loro orientamenti sessuali.
“Una società migliore è quella che non umilia
i suoi membri” disse Zapatero nell’annunciare il cambiamento
delle leggi sul matrimonio.
Non
solo per anni gli omosessuali sono stati umiliati, ma sono stati
ignorati i loro diritti,la loro identità è stata negata
e offesa e la loro libertà repressa. Dopo anni e anni di
progresso scientifico, dopo il progresso della psicologia, dopo
che tutte le teorie in cui l’omosessualità veniva “raccontata”,”venduta”come
una malattia, sono state abbondantemente superate, accantonate,
smentite, come possiamo trovarci oggi nel 2011, a discutere se è
giusto o no riconoscere dei diritti FONDAMENTALI a delle PERSONE?
Non dobbiamo dimenticarcelo: sono persone e stiamo parlando di diritti
come la libertà e l’uguaglianza.A me non sembra poco!
Inoltre è inutile rimanere ancorati a vecchi pregiudizi:
il grande movimento è iniziato e non credo sarà possibile
tenerlo in gabbia” ancora. La vita in generale scorre come
un flusso continuo di eventi eternamente mutevole. Non dobbiamo
provare ad arginare la sua corsa o ad immobilizzarla, soprattutto
quando il cambiamento non fa che ampliare le possibilità
della persona e si muove nel rispetto di quest’ultima.
Per secoli le donne sono state schiacciate, ma la forza del movimento,
la forza degli eventi è stata inarrestabile, anche se oggi
c’è ancora qualcuno che porta il velo. Così
spero sarà per il movimento omosessuale.
E sappiate miei cari lettori che questo è un problema che
tocca tutti noi, e non dobbiamo lasciare solo chi rivendica i suoi
diritti.
Vogliamo una società che crea gabbie e differenze in cui
può incanalare ordinatamente i suoi membri o vogliamo una
società che sostiene e aiuta coloro che la compongono e che
si muove in direzione degli interessi collettivi delle PERSONE?
A voi la scelta…
Valeria Falomi, Istituto BESTA, Milano
I consigli della redazione
L'indirizzo del sito della più importante associazione "gay"
italiana è http://www.arcigay.it,
mentre su http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20030731_homosexual-unions_it.html
viene spiegata la posizione della Chiesa cattolica sulle
problematiche omosessuali e sul matrimonio fra persone dello stesso
sesso.
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