| PROTESTA
E CIVILTA’
Venerdì 1° ottobre 2004, prima manifestazione dell’anno,
anno dell’approvazione del decreto attuativo della riforma
Moratti sulla scuola superiore. La giornata di mobilitazione era
stata indetta da Retescuole e il Cantiere, Coordinamento dei Collettivi
Milanesi, si è accodato facendo circolare un volantino dai
toni inverosimili, che trattava di riforma, guerra e, immancabilmente,
di lavoro precario.
Ora, non è meglio concentrare gli sforzi su una questione
sola, spiegarla in modo accurato piuttosto che fare discorsi retorici
e sofismi?
Conoscendo il modo di operare del Cantiere, alcuni membri del Collettivo
del Berchet avevano deciso di non unirsi alla manifestazione ma
di appendere in largo Cairoli lo striscione “la scuola pubblica
r/esiste” e di fare un piccolo sit-in.
Alla solita manifestazione del Cantiere (fumo, musica, scritte sui
muri e discorsi farneticanti dal camioncino) si sono aggiunti episodi
di violenza.
Il primo è avvenuto in una sede della Banca di Roma, dove
è stata rotta una vetrina; l’altro alla libreria “il
Libraccio” di via S.Tecla.
Dalla ricostruzione dei fatti di un commesso del Libraccio, cui
abbiamo rivolto alcune domande, è risultato che una ventina
di ragazzi sono entrati con atteggiamento non certo pacifico, come
da loro sostenuto, creando scompiglio nella libreria e tirando un
pugno allo
stomaco proprio al commesso che cercava di calmare gli animi. Inoltre
hanno lanciato un fumogeno e un posacenere di ceramica all’interno
del locale, azioni che avrebbero potuto causare danni a cose e persone;
all’esterno è stata fatta scoppiare una bomba-carta.
Da qui l’inevitabile intervento delle forze dell’ordine,
che come il solito è stato deciso, duro e a colpi di manganello.
Non contenti di ciò gli organizzatori della manifestazione,
dal sicuro rifugio del camioncino, incitavano la folla ad intervenire
violentemente contro la polizia, approfittando dell’ingenuità
e dell’esaltazione dei ragazzi più piccoli.
Ci chiediamo dunque che risultato abbia avuto quest’azione
idiota, senza senso e giustificata poi in modo assurdo (azione contro
il caro-libri, in uno dei pochi posti dove in realtà si possono
trovare libri a poco prezzo). Che cosa è passato all’opinione
pubblica del
movimento presente a Milano? Gli studenti milanesi sanno esprimere
soltanto questo, quando esprimono una posizione critica? Pensiamo
forse di poter giungere a qualcosa di concreto agendo in questo
modo?
Collettivo Liceo Classico BERCHET, Milano
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