RESTAURARE, VOCE DEL VERBO DISTRUGGERE...


Lo scorso Aprile sono iniziati i lavori di ristrutturazione del Teatro alla Scala, lavori che termineranno entro l'ottobre 2004 e che prevedono la conservazione del bene architettonico ed il rifacimento dell'avancorpo del teatro, della sala spettacolo e del museo interno.
Già in passato la Scala aveva subito diversi interventi di restauro sia alla facciata che all'interno. Il foyer e il ridotto sono stati ritoccati nella prima metà del Novecento.
La platea, i cui posti fino al 1891 erano soltanto in piedi, venne danneggiata dai bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale e ricostruita nel 1946. Il palcoscenico invece venne ristrutturato sia dal Piermarini che dal Canonica alla fine del Settecento; nell'Ottocento e nel Novecento ci furono altri lavori di ammodernamento. I palchi furono più volte rifatti nell'Ottocento ed infine nel 1891 si aggiunse il loggione quando i ceti medi si facevano largo.
Ma sorge spontaneo chiedersi se il termine "ristrutturazione" sia adeguato a quanto sta succedendo, oggi, al teatro più amato dai milanesi.
Le immagini televisive recentemente apparse ci hanno mostrato dettagliatamente un cantiere pieno di macerie; dell'antica istituzione ci è parso essersi salvata solamente la nobile facciata neoclassica del Piermarini. Dietro ad essa solo la distruzione di un luogo che per la sua storia e per la sua fama era il vanto della nostra città. Il sindaco Albertini in un'intervista ha affermato: "Per rifare è necessario distruggere!". Ora, da quando per restaurare un'opera d'arte la si deve demolire?
Un'opera d'arte come questa si cura, si risistema, modernizzandone gli impianti e le tecnologie, ma se ne deve salvaguardare sempre l'aspetto originale, perché è a quello che sono legate la memoria e le emozioni di milioni di persone che l'hanno amata, e siamo amareggiati per la superficiale ottusità delle autorità che hanno devastato un luogo "unico" e "sacro" per la musica, quale è sempre stato il Teatro alla Scala per tutto il mondo.


Marta Altissimo, Liceo Classico CARDUCCI, Milano


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